21 dicembre 2014

Luigino #Bruni: «Se vuoi capire a che livello di bene comune è una società guarda come tratta i suoi poveri»


Questo testo è stato pubblicato sul Corriere della Valle della scorsa settimana.

L’Economia è stata la grande protagonista della terza conferenza che giovedì scorso ha concluso il ciclo di incontri, organizzato dalla Diocesi di Aosta, di «Fede e Scienza», dedicati alla conoscenza e all'approfondimento dell'esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii Gaudium, in particolare del quarto capitolo "La dimensione sociale del l'evangelizzazione". Titolo dell’appuntamento al De la Ville: «L'economia di Francesco e le sfide dell'oggi». Relatore Prof. Luigino BRUNI, Professore ordinario di economia politica all’ Università LUMSA di Roma. Economia che «troppo spesso – come ha detto introducendo l’ospite il Vescovo di Aosta, Mons. Franco Lovignana - consideriamo come un campo a lato del Vangelo tanto è vero che è spesso assente dalla catechesi». E proprio per evidenziarne la centralità il Vescovo ha citato un passaggio dell’Evangelii Gaudium dove Papa Francesco scrive «dobbiamo convincerci che la carità è il rapporto non soltanto delle micro relazioni, rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macro-relazioni, rapporti sociali, economici, politici. E’ indispensabile che i governanti e il potere finanziario alzino lo sguardo e amplino le loro prospettive. Che facciano in modo che ci sia un lavoro degno, istruzione, assistenza sanitaria per tutti. E perché non ricorrere a Dio affinché ispiri i loro piani? Sono convinto che a partire da un’apertura alla trascendenza potrebbe formarsi una nuova mentalità politica ed econo­mica che aiuterebbe a superare la dicotomia asso­luta tra l’economia e il bene comune sociale».

Tre premesseBruni, fra l’altro coordinatore della Commissione internazionale di Comunione, è partito da tre premesse per inquadrare l’esortazione del Papa che per il professore consiste prima di tutto in uno stimolo che il Pontefice dà anche al mondo degli economisti «in quanto il Papa in alcuni punti tocca temi di teoria economica». «La prima premessa – ha proseguito Bruni – è dunque che l’economia è importante per i cristiani. Non è un caso. Già nel paragrafo 2 si parla di consumo. E io non posso che gioire questa scelta. Senza economia non si fa bene comune. E in questi tempi in cui c’è molta crisi economica, c’è pure una giusta diffidenza verso l’economia, non dobbiamo fare l’errore di immagine che ci possa essere una buona società senza una buona economia e senza una buona finanza. Oggi, come ieri, l’economia è fondamentale per il bene comune. Senza una prassi economica diversa i cristiani non possono cambiare l’economia». La seconda premessa è che Papa Francesco «usa la povertà come una prospettiva sul mondo. Guarda il mondo dalla prospettiva di Lazzaro e non del ricco Epulone. La povertà è un giudizio sul mondo, non è semplicemente un problema per le persone che sono sotto una determinata soglia di reddito. Se noi oggi vogliamo capire il mondo dobbiamo guardare i poveri. Sotto il tavolo dove sta Lazzaro vedi dimensioni che non vedi da sopra».

 Il Papa per Bruni utilizza la categoria della povertà per dire la sua sul capitalismo. «La povertà – prosegue il professore - è il centro del patto sociale. Se vuoi capire una società a che livello è di bene comune guarda come tratta i poveri. Ecco perché oggi considero Papa Francesco il principale critico del capitalismo e dice che deve trasformarsi in qualcos’altro in quanto produce esclusione, crea vinti». L’ultima premessa è che dietro a tutta l’esortazione c’è la questione antropologica, la grande domanda: «la persona che cos’è?». E Papa Francesco ha un’idea molto chiara di cosa sia l’essere umano. «Nel primo capitolo del Genesi quando Dio crea l’uomo dice che è “cosa molto buona”, mentre prima diceva soltanto cosa buona. Quel molto vuol dire quasi tutto. Cioè che per quanto possa essere bella la Valle d’Aosta, è meno bella di Maria che vive come barbona alla Stazione Termini. C’è cioè nell’essere umano una bellezza che supera tutte le bellezze del creato. C’è una bontà dell’essere umano che è più grande dei vizi, delle malattie, dei problemi. Caino arriva dopo l’Adam, nel quarto capitolo, dove per la prima volta compare la parola peccato, e non uccide questa immensa vocazione che c’è. Anche l’autore biblico se avesse guardato il suo tempo avrebbe dovuto partire da Caino eppure non lo fa. Di qui anche lo sguardo generoso e buono del magistero di questo Papa sull’uomo. E anche noi siamo chiamati ad avere questo sguardo sul mondo. Soltanto così è possibile un’economia diversa, di comunione, sociale. E’ possibile il bene comune perché c’è questa visione biblica. Altrimenti saremmo destinati ad un mondo in mano agli interessi e alle cattiverie». Per Bruni il cristiano deve guardare al mondo in maniera più positiva. «La prima cura è lo sguardo in quanto c’è un cinismo, uno scetticismo civile in Italia che è spaventoso. Invece di guardare al mio vicino come ad un alleato per il bene comune penso a lui come ad un evasore. Questo significa declino dei popoli. In un ‘Italia che soffre per un eccessivo pessimismo il cristiano dice che si può sperare, che c’è tanta bellezza nel mondo».

L’esortazione
Bruni affronta l’esortazione a partire dal tema della carità. «Una carità che non è un fatto privato, ma è capace di cambiare le relazioni sociali, politiche ed economiche è un concetto fondamentale». Ma che cosa è carità? «Caritas è una parola latina che è la traduzione di due parole greche. Non solo di agape, ma pure di Karis. Nel mondo greco l’amore poteva essere detto in due modi: eros e philia. L’eros era una reciprocità diretta, biunivoca, esclusiva, dove l’altro viene amato perché ci colma una indigenza, ci sazia, riaccendendolo, un desiderio vitale. Nella philia greca (che assomiglia a ciò che oggi chiamiamo amicizia), la reciprocità è più articolata: si tollera la mancata risposta dell’altro, non si fanno sempre i conti di dare e di avere, e si può perdonare molte volte. I cristiani devono esprimersi in greco ma l’amore che avevano sperimentato con Gesù non poteva essere espresso attraverso philia e eros in quanto non esprimevano l’amore per il nemico». Questa nuova parola fu agape, non del tutto inedita nel vocabolario greco, ma nuovi furono l’uso e il significato che le attribuirono i cristiani. Ma poi nacque il problema di tradurla in latino. «E la scelta – continua Bruni - cadde sulla parola charitas, che nei primi tempi era scritta con l’acca, una lettera tutt’altro che muta, perché diceva molte cose. Innanzitutto che quella charitas non era né amor né amicitia, era qualcos’altro. Poi che quella charitas non era più la caritas dei mercanti romani, che la usavano per esprimere il valore dei beni (ciò che costa molto, che è “caro”). Ma quell’acca voleva anche ricordare che charitas rimandava anche ad una altra grande parola greca:charis, grazia, gratuità. Non c’è agape senza charis, né charis senza agape. Una dimensione dell’amore che ti porta oltre le equivalenze, oltre la condizionalità. Il problema grande dell’amore umano è che la gente ama se è riamata».
Così la philia può perdonare fino a sette volte, l’agape fino a settanta volte sette; la philia dona la tunica, l’agape anche il mantello; la philia fa un miglio con l’amico, l’agape due, e anche col non–amico. L’eros sopporta, spera, copre poco; la philia copre, sopporta, spera molto; l’agape spera, copre e sopporta tutto. «Eppure gli esseri umani – aggiunge Bruni - sono capaci di atti più grandi di questo in quanto sono ad immagine di Dio e sono capaci di atti senza reciprocità. Di andare avanti da soli. Sono quelli che in contesti di illegalità pagano le tasse. Sanno che sono gli unici ma lo fanno lo stesso. La forma d’amore dell’agape è anche una grande forza di azione e di cambiamento economico e civile, capace di spezzare le trappole di povertà. La carità è dunque una forza straordinaria».

La cultura idolatricaBruni cita Papa Francesco quando al secondo capitolo dell’esortazione scrive “questa civiltà ha posto il consumo al centro e ha subordinato tutte le altre dimensioni della vita al consumo”. «Ed è verissimo – aggiunge –. Appena arrivi ad Aosta che cosa vedi? I centri commerciali. Ciò che salta all’occhio oggi è il consumo non è il lavoro. Prima non era così. L’economista Federico Caffè diceva che bisognava far iniziare i corsi di economia non con il consumo ma con la produzione. Far vedere dove nasce il valore. Poi questo valore viene distribuito. Il punto di partenza è come nasce il reddito, come si crea ricchezza. Invece tutta l’enfasi della cultura contemporanea è sul consumo. Tende a creare nei giovani l’idea che ci possa essere consumo senza lavoro. Il bombardamento è pubblicitario è tale che in qualche i soldi da qualche parte devono arrivare». 

Di qui l’idea che la nostra società stia vivendo dentro ad una cultura idolatrica, un concetto ripreso molte volte dal Papa. «per capire meglio questo – spiega Bruni – si deve leggere il libro dell’Esodo. La grande fatica che ha fatto il popolo di Israele è stata quella di dire il nostro Dio non è un idolo. E’ questa la nostra grande tentazione, non tanto l’abbandono di Dio per un idolo, quanto il far diventare Dio il vitello d’oro. Se avviene questo non c’è più conversione. Ti accontenti. Il popolo d’Israele ha fatto sempre una grande fatica a salvare la sua religione-fede diversa. Il suo è il Dio della vita che però non può essere rappresentato con i simboli della vita e della fertilità (tori, donne); è il Dio della voce che però solo Mosè riesce ad ascoltare; è il Dio che ha svelato il suo nome, un nome però impronunciabile. Troppo diverso, troppo nuovo. E anche oggi la nostra non è una cultura atea, ma idolatrica. Oggi il denaro permette di comprare tutto e così il denaro diventa tutto».

La prima nota di fondo di tutti i regimi idolatrici è proprio l’assenza di gratuità, che è invece la prima dimensione della fede biblica. La creazione è dono, l’alleanza è dono, la promessa è dono, la lotta all’idolatria è dono. Gratuità è l’altro nome di YHWH. La cultura dell’idolo odia il dono. «La gratuità – precisa Bruni – è una categoria economica, diversamente non serve a niente. E’ l’eccedenza rispetto ai contratti, al potere, ai comandi. E’ la differenza tra il professor Bruni e Luigino, cioè ciò che ti spinge a dare il meglio che hai ai tuoi studenti. Questo può essere soltanto dono. E questo è ciò che fa di un’impresa un luogo bello o brutto e se io dai lavoratori non ho questa voglia di vivere io non ho nulla, soltanto il contratto. La gratuità è questa eccedenza rispetto al doveroso. La famiglia è una scuola di gratuità, cioè il luogo dove impari che alcune cose vanno fatte in sé non perché c’è uno che ti paga. E quando questo manca l’impresa fallisce». 

Oggi però manca la capacità di vedere il dono che c’è nel lavoro e questo fa sì che «la gente non si senta ringraziata abbastanza». Non è un caso che il lavoro sia una grande parola di questa esortazione. «Finché la nostra politica non imparerà a guardare il lavoro così, e continuerà a guardare gli insegnanti come fannulloni, non farà nessuna riforma. In quanto la prima riforma parte dalla stima delle persone. Se tu non ti senti stimato non dai il meglio di te». 

L’esortazione si conclude con un paragrafo dal titolo «il tempo è superiore allo spazio». Ma che cosa vuol dire questo per l’economia. «Dietro all’idea del sabato – ha concluso Bruni - c’è il concetto biblico che il tempo e la terra non sono tuoi, ma sono dono e, quindi, ti devi fermare. Il riportare il tempo al centro del sistema economico implica dei concetti fondamentali: il primo è che i profitti delle imprese devono guardare al lungo periodo. Le imprese non possono giudicare i manager a tre mesi, diversamente è predatoria. Oggi abbiamo impoverito l’economia perché abbiamo reso troppo veloce il rapporto tra investimento e ritorno. E così i nostri imprenditori hanno smesso di investire nel lavoro e hanno iniziato a investire nella finanza speculativa che era molto più redditizia. Questo vale moltissimo per i giovani. Vanno attesi non possono avere esperienza se devono iniziare a lavorare. Serve una cultura dell’ospitalità aziendale. Un patto vero che dà modo ad un giovane di diventare un lavoratore semplicemente lavorando. Il grande problema del mestiere oggi è che i giovani non hanno mestieri. Per fare questo servono imprese pazienti». 

20 dicembre 2014

Dario Giovanetto (#Federmeccanica): «Vogliamo che i #giovani conoscano di più il mondo delle imprese»

Dario Giovanetto
Intervista a Dario Giovanetto, presidente di FEDERMECCANICA Valle d’Aosta.

Venerdì scorso avete presentato l’indagine trimestrale sull’industria metalmeccanica in Italia. Prima di inoltrarci nei numeri è giusto sottolineare che l’evento voleva anche essere l’occasione per lanciare un messaggio: quale?
Il messaggio principale è dato dalle riflessione nate da questa prolungata crisi che stiamo vivendo. La necessità dell’unità di tutti i componenti di questa nazione per cercare di superare questo momento così critico. Ci siamo resi conto che nessun ente di questa nazione può pensare di essere autonomo e andare avanti da solo. Ma soltanto insieme si può cercare di creare i presupposti per lentamente uscire da questa crisi.

Qual è la situazione italiana in base ai dati n vostro possesso?
Sono appena tornato dall’Assemblea nazionale che abbiamo tenuto a Milano e i dati non sono ancora buoni, anche se c’è il segnale di essere arrivati ad un appiattimento della curva di discesa del grafico si riscontra ancora qualche numero negativo. Sono ancora pesanti i numeri sulla cassa integrazione, e, più in generale, quelli che arrivano da tutte le aziende. Però non sono così disastrosi come un tempo. Si sono accumulati numeri che certamente non sono piacevoli ma dovremo aver smesso di scendere.

Quali sono i numeri della metalmeccanica in Valle?
L’industria metalmeccanica valdostana rispecchia abbastanza quello che è successo in Italia. Ci sono poco meno di 2000 occupati che però hanno il pregio di produrre un po’ più del 50% delle esportazione della Valle d’Aosta. Vorrei infatti che si capisse che noi non siamo pessimisti, ma, dopo aver preso visione dei dati che vanno osservati con realismo, dopo occorre essere ottimisti per il futuro. Noi crediamo di essere il comparto principale della Nazione. Il messaggio che il Presidente nazionale ci ha dato all’incontro di Milano era chiaro: dobbiamo renderci conto che il saldo positivo derivante dalle esportazioni metal meccaniche sono quelle che permettono all’Italia di poter accedere a tutti i beni che produce il resto del mondo. E lo stesso avviene per la Valle d’Aosta. Questo ci riempie di soddisfazioni in quanto significa che il lavoro fatto è utile.

Del resto il ridursi della presenza del pubblico dell’economia rende necessario un protagonismo delle imprese…
Chiaramente. Soprattutto ho visto molte facce che avevano voglia di continuare a fare impresa e continuare a provare in un mercato mondiale con tutte le difficoltà che comporta.

Una delle richieste fatte a livello nazionale è quella della necessità di una politica industriale. E’ un problema che avverte anche  a livello regionale? 
Si avverte in tutti i ragionamenti che si fanno pure individualmente. Riportare cioè l’industria, in questo caso quella metalmeccanica, al centro delle prospettive delle persone. Lo sforzo che faremo sarà di andare in questa direzione, mentre a volte è accaduto nel passato che l’industria non fosse vista con una luce benevola, noi oggi riteniamo che soltanto l’industria può essere di aiuto in questo e non deve più essere snobbata. C’è l’orgoglio di essere dei lavoratori che producono del reddito per tutta la nazione e desideriamo che questo possa essere colto anche dai più giovani.

Che tipo di attività svolgono le aziende di cui è amministratore?
Le attività principali sono la costruzione di carpenterie metalliche, carpenterie pesanti. Siamo principalmente al servizio di altre industrie. Nel caso della Valle d’Aosta della Cogne Acciai Speciali e di altre aziende. Facciamo anche montaggi meccanici, manutenzioni e tutte le attività che possono essere al servizio di altre industrie. Costruiamo anche dei manufatti che cerchiamo di vendere sui mercati per quello che è possibile. Siamo metalmeccanici fino in fondo.

Quali sono le maggiori difficoltà che state incontrando?  
Attualmente operiamo principalmente sul mercato locale ma abbiamo intenzione di fare qualcosa sul fronte dell’export per il futuro. Le difficoltà maggiori sono innanzitutto il credito. Non è soltanto nostro ma di tutte le imprese del comparto. Non credo di dire niente di nuovo. Le banche hanno avuto i loro problemi. La crisi ha creato problemi a tutti e investire non è facilissimo in questo momento. Forse perché siamo venuti da anni in cui questa attività era molto più semplice ora si sono ristrette le maglie. Poi c’è il problema della qualità dei lavoratori che si riescono ad avere. Anche in questo momento di crisi i dipendenti sono essenziali affinché le aziende vadano avanti. E non sempre e facile reperire la manodopera qualificata adatta.

Un’impressione da osservatore esterno è una certa difficoltà delle imprese valdostane a lavorare in rete. E’ un’impressione reale o la crisi sta modificando anche questo?
L’individualismo valdostano c’era. E’ inutile legarlo. La crisi sta facendo capire che soltanto creando imprese in rete si può favorire il superamento della crisi. L’impressione è che ci si stia aprendo maggiormente con altre imprese.

Una novità da annunciare per ImpresaVda come azienda o come federmeccanica?
L’obiettivo del prossimo anno sarà riuscire a trasformare in realtà lo scuola-lavoro. Adesso con i decreti attuativi cercheremo di avere i giovani in azienda. Vogliamo realizzare una collaborazione tra imprese e mondo della scuola in modo che i giovani prima di terminare i loro studi possano già provare cosa significhi lavorare in un’azienda. Un delegato a Milano diceva vogliamo portarli dentro e far vedere loro che negli stabilimenti di oggi non c’è più il fumo, il freddo o il caldo che sono diventati moderni.

Pensate sia davvero la volta buona?
Sì. E’ l’obiettivo anche delle mie aziende.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Vorrei avere dei ragazzi giovani che vanno ancora a scuola ma che pure vengono passino un po’ del loro tempo in azienda e prendano contatto con una realtà che poi magari sarà anche il loro futuro. Addirittura si intendeva di avere degli studenti molto giovani affinché capiscano che esistano anche i metalmeccanici. E’ importante che vedano la realtà dal di dentro, con i loro occhi. I tedeschi già lo fanno. Per gli istituti superiori vorremmo arrivare addirittura a proporre 200 ore nell’anno. Speriamo di riuscirci.

19 dicembre 2014

Le #Fontine d'alpeggio al #Peck di Milano


Giovedì 18 e venerdì 19 dicembre presso il negozio milanese Peck si è svolta una presentazione al pubblico delle Fontine premiate nell’ambito del Concorso Fontine d’Alpage 2014.


L’iniziativa promossa dalla Chambre Valdôtaine in collaborazione con l’Assessorato regionale Agricoltura e Risorse naturali e con il Consorzio Produttori e Tutela della Fontina Dop, rientra nell’ambito delle iniziative messe in campo per promuovere e sostenere la commercializzazione delle Fontine premiate con la Médaille d’Or e la Grande Médaille d’Or.

Nel corso dei due giorni i clienti dello storico negozio milanese, che si sviluppa su tre piani a due passi dal Duomo e che è considerato una delle istituzioni a livello nazionale per quanto riguarda la gastronomia, hanno avuto la possibilità di degustare ed acquistare la Fontina d’Alpeggio dopo averne scoperto la storia e le caratteristiche illustrate dagli esperti della Cooperativa Produttori Latte e Fontina coadiuvati dal personale della Chambre e dell’Assessorato regionale. 

«Quella del Peck – spiega il Presidente della Chambre Nicola Rosset rappresenta una delle vetrine più importanti a livello nazionale per quanto concerne il settore della gastronomia. Per questa ragione abbiamo voluto presentare in quella sede le nostre migliori Fontine d’Alpeggio. Siamo infatti convinti che per le nostre produzioni di eccellenza sia di fondamentale importanza uscire dai confini della Valle d’Aosta per farsi conoscere ed apprezzare anche su mercati più ampi. Si tratta di una scelta che va nella direzione di promuovere attraverso la qualità delle nostre eccellenze l’intero sistema Valle d’Aosta in una logica di trasversalità che possa interessare l’enogastronomia, ma anche il turismo, l’accoglienza, la ristorazione, l’agricoltura ed il commercio che proprio dalla presenza delle Fontine d’Alpeggio al Peck potrebbero trarre significativi vantaggi».

#Chambre e #Confidi unite per il sostegno all'accesso al #credito delle #PMI valdostane

Da sinistra Leonardi, Calgaro, Rosset,  Grosjacques e Genta

Il Presidente della Camera di Commercio Nicola Rosset, il Presidente di Valfidi Andrea Leonardi, il Presidente di Confidi CTS VDA Pieluigi Genta ed il Presidente di Confidi Valle d’Aosta Pericle Calgaro hanno firmato nella mattinata di venerdì 19 dicembre una convenzione finalizzata all'avvio di un progetto per il sostegno al credito delle piccole e medie imprese valdostane.


Il progetto (che conta anche sulla condivisione e sulla collaborazione del Confidi Agricoltori Valle d’Aosta che non ha potuto aderire per problemi di de minimis), vede la Chambre mettere a disposizione, tramite i Confidi aderenti, un importo complessivo di 500 mila euro da destinare a cogaranzia per operazioni di finanziamento delle imprese di importo non inferiore ai 10 mila euro e non superiore ai 25 mila euro, a copertura di costi inerenti il pagamento di fornitori.

Le garanzie rilasciate a favore del sistema bancario a valere sul fondo della Chambre, nel limite degli importi trasferiti a ciascun Confidi, saranno pari al 20% dell’importo finanziato, ad integrazione di analoga garanzia pari al 50% dell’importo finanziato rilasciata dai Confidi su fondi propri.

L’iniziativa, che si pone come obiettivo quello di garantire una immediata liquidità a disposizione delle imprese per poter meglio rispondere a quelle che sono le incombenze quotidiane, consentirà la messa in circolo di fondi fino ad un massimo di 7,5 milioni di euro e di rispondere alle richieste di un numero di aziende compreso tra le 300 e le 500 unità a seconda dell’ammontare dei finanziamenti richiesti.

I Confidi potranno deliberare la concessione di garanzie fino al 30 novembre 2015 e le imprese richiedenti dovranno essere in regola con il pagamento del diritto camerale annuale.

«Il tema del credito delle piccole e medie imprese – spiega Rosset – è un argomento di grandissima importanza, soprattutto in un momento di difficoltà economica come quello attuale. Per questa ragione la Chambre, in accordo con tutti i Confidi, ha voluto dare vita ad un progetto che speriamo possa dare una mano in particolare alle imprese che necessitano di un supporto di liquidità per quelle che sono le spese “di tutti i giorni” e che rischiano di condizionare profondamente l’attività di una azienda. Nonostante il difficile momento che anche la Chambre sta affrontando a seguito dei tagli imposti a livello nazionale, abbiamo voluto dare un segnale forte e destinare una parte dei fondi a disposizione ad una iniziativa che crediamo possa dare una risposta immediata e concreta alle esigenze delle nostre imprese proprio per dimostrare quanto la Camera di Commercio possa e debba essere un interlocutore privilegiato ed un supporto fondamentale per tutto il comparto imprenditoriale valdostano».

#Turismo: quali sono le priorità della Valle d'#Aosta?

Recentemente discutevo con un imprenditore (non del settore turistico) della testimonianza, rilasciata durante la tavola rotonda di Fondimpresa, da parte del Presidente di Bolzano di come era stata affrontata la crisi che - è giusto dirlo - morde anche lì. Eppure Valentinelli aveva descritto un processo di una linearità impressionante. Analisi del problema, confronto tra mondo politico e mondo imprenditoriale e individuazione di una prima soluzione che ha (numeri alla mano) attutito la crisi. La percezione è che in Valle d'Aosta se i rapporti personali sono molto friendly istituzionalmente politica e imprenditoria fatichino a parlare la stessa lingua. Per questo ho molto apprezzato l'intervento del Presidente degli albergatori Alessandro Cavaliere che nell'ultima Assemblea degli Albergatori, svoltasi martedì a Pollein, ha indirizzato al Presidente della Giunta Augusto Rollandin e all'Assessore al Turismo Aurelio Marguerettaz. Il testo, risultato di un lavoro corale, si fa apprezzare in quanto destruens e allo stesso tempo costruens. La politica può fare le sue osservazioni e recepire quello che ritiene utile ma non può esimersi dal constatare l'onestà intellettuale dell'analisi e il desiderio di marciare tutti nella stessa direzione. La coesione di una comunità non implica l'abolizione del conflitto ma si fonda sul desiderio di dare il proprio contributo al suo bene comune. 
In questa logica ti propongo l'intervento di Cavaliere. 

Buona sera Presidente Rollandin, buona sera Assessore Marguerettaz, buona sera Consiglieri Regionali e amici del nostro Assessorato al Turismo che avete accettato ancora una volta l’invito a condividere un appuntamento per la nostra associazione molto importante. Grazie.

Quella di dicembre è solitamente la nostra Assemblea pubblica, in cui consolidiamo relazioni e invitiamo ospiti con i quali confrontarci anche pubblicamente. Quest’anno i nostri associati ci hanno chiesto un lavoro che guardasse più profondamente al nostro interno, per affrontare, come intorno ad un grande tavolo, le questioni centrali che ci riguardano e che meritano tutta la nostra attenzione. Abbiamo con serietà cercato i contenuti, piuttosto che la forma. E su questi contenuti ci siamo confrontati nella parte privata della nostra assemblea, cercando una sintesi che portasse ad una posizione ufficiale dell’Adava su questioni fondamentali non più trascurabili.

I tre grandi temi oggetto del nostro lavoro sono stati: i Trasporti, la Promozione e il futuro degli Immobili ad Uso Ricettivo.

E’ evidente come sarebbe stato molto più comodo per noi stare lontani da alcuni di questi temi “caldi”, e mi riferisco in particolar modo ai Trasporti, evitando così di urtare o deludere qualcuno. E invece vorrei partire proprio da questo difficile tema per ricordare a tutti che l’Adava rappresenta l’Industria Turistica Valdostana
e che quindi la nostra visione dei Trasporti non può che essere quella di chi lavora per ottenere le migliori risposte e soluzioni a beneficio delle aziende turistiche e quindi dei turisti che devono raggiungere il nostro territorio. Abbiamo profondo rispetto delle posizioni dei cittadini valdostani, dei residenti, dei pendolari ma,
nella paura di ledere i legittimi diritti di queste categorie, abbiamo forse lasciato uno spazio vuoto nel dibattito sul futuro dei trasporti che sono anche nostri, delle nostre aziende turistiche e quindi dei nostri turisti.

Nel corso dei nostri approfondimenti e studi è apparso poi molto chiaro come questo spinoso tema fosse oramai diventato oggetto di posizioni preconcette e quasi inamovibili, frutto spesso di uno scontro politico nel quale come imprenditori NON VOGLIAMO ENTRARE e che rischia di compromettere qualsiasi buon lavoro che insieme invece si potrebbe fare. Abbiamo come l’impressione che l’atteggiamento sui Trasporti sia troppo spesso quello di, concedetemelo, gettare il bambino con tutta l’acqua sporca. Per noi non è così.

Bisogna avere il coraggio di dire che raggiungere la nostra Regione in treno rappresenta un’avventura, che farlo per via aerea, a meno che non si disponga di un jet privato, è attualmente impossibile e che farlo su gomma costa più che in ogni altra tratta autostradale italiana. Ma bisogna anche avere il coraggio di dire
che i vincoli strutturali e geografici e la complessità dei contenziosi legali e contrattuali che gravano sulla Ferrovia e sull’Aeroporto non avrebbero, a nostro avviso, potuto immaginare una gestione ordinaria molto migliore. Riconosciamo quindi che, a fronte delle enormi e quasi insuperabili difficoltà, si è comunque garantito un servizio in una situazione in cui questo non era per nulla scontato. 

Chiediamo invece ora alla nostra politica di fare uno sforzo comune, URGENTE, per uscire dall'emergenza della gestione ordinaria, dalla clausura dei contenziosi legali, e tornare a progettare, anche insieme alle categorie produttive, il futuro della nostra rete di trasporti. L’ultimo piano trasporti di questa regione risale al
1988. 1988. Più di 25 anni fa. E’ urgente un lavoro comune, di tutte le forze qui rappresentate questa sera, politiche ed imprenditoriali, che porti ad un piano realistico, che tenga conto dei vincoli di una regione alpina che non arriva a 130.000 abitanti ma non dimentichi i 3 milioni di presenze turistiche che, con le giuste infrastrutture e l’adozione delle corrette politiche, potrebbero molto verosimilmente superare i 4 milioni in breve tempo. Un Piano Regionale dei Trasporti che tenga seriamente conto delle priorità della principale industria economica di questa regione. Quella turistica. 

Quali sono le nostre priorità?
Se vivessimo in un mondo ideale con ampia disponibilità di risorse finanziarie ci verrebbe da dire tutto: un treno ad alta velocità che in 50 minuti ci porti all’aeroporto di Torino Caselle, ma anche uno scalo aeroportuale regionale che permetta l’atterraggio di voli Low Cost e, perché no, un’autostrada gratuita come
in Germania.
Ma siamo imprenditori. E, per natura un po’ folli forse, visti i rischi che abbiamo scelto di affrontare, ma anche molto realisti. Abbiamo dinnanzi agli occhi una realtà particolarmente complessa, con scelte, strategie e investimenti pensati in tempi lontani e con risorse molto diverse da quelle disponibili oggi. Siamo quindi costretti a delle scelte a favore non di cosa idealmente desidereremmo, ma di quegli interventi realisticamente realizzabili sia in termini di risorse finanziarie quanto realizzabili in tempi brevi.

La Ferrovia. E’ la Ferrovia valdostana una priorità turistica realisticamente ipotizzabile?
I costi annui oggi sostenuti dalla Regione per la tratta valdostana sono pari a 23 milioni di euro.
Nello studio di fattibilità per l’adeguamento e il miglioramento del collegamento ferroviario Aosta–Torino elaborato dall’Ing. Caposio del Politecnico di Torino nel 2005 erano previsti interventi per circa 1 miliardo di euro per una riduzione totale dei tempi di percorrenza della tratta pari a 26 minuti.

Se dovessimo provare ad ipotizzare un intervento davvero risolutivo di tutte le problematiche strutturali della linea Torino–Aosta (e che bene tutti conosciamo: il binario unico, l’elevato numero di passaggi a livello, la lunetta di Chivasso, il raggio di curvatura, l’elettrificazione, ...), queste opere non sarebbero realisticamente
realizzabili senza lo stanziamento di investimenti inferiori ai 2/3 miliardi di euro.
Del tutto diversa la situazione dell’altra linea valdostana, la Aosta–Pré-SaintDidier, i cui costi annui oggi sostenuti dalla Regione sono pari a circa 4 milioni di euro, a fronte di una fruizione media pari a 350 passeggeri al giorno e la presenza di un servizio su gomma parallelo alla stessa linea e durante le stesse fasce orarie della giornata.

Per gli ingenti costi e le importanti tempistiche di realizzo di una più efficiente linea che possa effettivamente avvicinarsi agli standard di una clientela abituata all’alta velocità, riteniamo che la Ferrovia non possa essere inclusa in questo momento – ribadisco in questo momento - nelle immediate priorità dell’industria turistica valdostana. Cioè quelle priorità che richiedono un’azione immediata al fine di produrre un rapido effetto positivo sulla nostra industria turistica.

Aeroporto. E’ l’Aeroporto valdostano una priorità turistica realisticamente ipotizzabile?
Aperto al traffico commerciale nazionale e internazionale dal 1995, lo scalo aostano è gestito con un contratto sino al 2034 dalla società AVDA (49% di proprietà RAVA e 51% AirVallée riconducibile al gruppo Costantino). 
Da anni ormai è in corso un duro contenzioso tra la Regione e il socio privato di maggioranza che di fatto blocca ogni iniziativa. L’ultima vittima a farne le spese è stato il volo Aosta–Roma che un bando di gara
aveva affidato alla compagnia elvetica Darwin Air Line (che attualmente vola sulla linea Bolzano–Roma ed è stata acquisita dagli arabi di Etihad Airways) e che un ricorso al Tar di Air Vallée ha di fatto annullato.
Abbiamo analizzato a fondo il Master Plan di sviluppo aeroportuale approvato dal Consiglio Valle nel 2004. A fronte dei 13.090 passeggeri registrati nel 2001, l’ultimo anno di attività (dei quali effettivamente solo 9.000 imputabili al traffico commerciale) si stimava per il 2015 una previsione di 241.000 passeggeri (inclusi
anche i voli dell’outgoing e cioè di quei valdostani che sarebbero partiti da Aosta per volare fuori dalla nostra regione e che, evidentemente, hanno per noi un peso minore). Ebbene, depurata tale stima da quella dell’outgoing, la previsione netta di passaggi imputabile all’incoming non supererebbe il 5/6% delle attuali presenze turistiche in Valle. Un numero troppo poco significativo per fare dell’Aeroporto Valdostano la nostra priorità numero uno.

Appoggiamo quindi senza esitazioni la decisione dell’Assessore Marguerettaz di una urgente remise à jour del Master Plan dell’Aeroporto per verificarne la sua attualità alla luce dei molti mutamenti avvenuti negli ultimi 10 anni nel settore aeroportuale.

L’Autostrada. E’ l’Autostrada valdostana una priorità turistica realisticamente ipotizzabile?
Per quanto ad oggi rappresenti la principale via di accesso alla nostra Regione, i meccanismi che regolano i rapporti tra lo Stato e le società concessionarie delle autostrade sembrano non consentire margini di manovra per ottenere un contenimento significativo dei costi dei passaggi autostradali. Non è nelle nostre possibilità conoscere se effettivamente esistano via alternative che possano riportare a livelli di fruibilità sostenibile un investimento strutturale strategico che ha reso potenzialmente unica l’accessibilità alla nostra regione alpina rispetto a tutte le altre nostre concorrenti. Anche su questo fondamentale tema, chiediamo l’impegno bipartisan delle forze politiche affinché congiuntamente lavorino all’obiettivo comune della ricontrattazione degli scatti tariffari. Questa è sì per l’industria turistica una questione della massima priorità, non solo
perché la stragrande maggioranza della nostra clientela raggiunge le destinazioni alpine via gomma (in Valle d’Aosta così come in Trentino Alto Adige e Lombardia), ma anche perché proprio su gomma passa la più grande priorità che la nostra industria turistica oggi ha individuato: quella dei collegamenti ai nostri principali
hub aeroportuali di Caselle, Malpensa e Ginevra.

I Transfer aeroportuali sono una priorità turistica in tema di trasporti realisticamente ipotizzabile.
Quanto pesano i turisti che utilizzano l’aereo per raggiungere la Valle d’Aosta? Per il medio raggio continentale ed extracontinentale i Paesi che forniscono un maggior numero di arrivi turistici alla nostra regione sono la Danimarca, il Giappone, la Norvegia, i Paesi Bassi, la Polonia, il Regno Unito, la Russia, la
Spagna, gli USA e la Svezia (escludendo i paesi di prossimità quali Francia, Svizzera, Germania e Belgio).

ESTATE
Arrivi totali stranieri estate 2012: 136.693
Di questi quelli che venivano da paesi di prossimità (Francia, Svizzera, Germania, Belgio) erano 89.678 mentre i turisti provenienti da paesi a medio raggio continentale o extracontinentali erano 47.015

Arrivi totali stranieri estate 2013: 143.033
Di questi quelli che venivano da paesi di prossimità (Francia, Svizzera, Germania, Belgio) erano 92.927 mentre i turisti provenienti da paesi a medio raggio continentale o extracontinentali erano 50.106

Arrivi totali stranieri in estate 2014: 153.685
Di questi quelli che venivano da paesi di prossimità (Francia, Svizzera, Germania, Belgio) erano 98.954 mentre i turisti provenienti da paesi a medio raggio continentale o extracontinentali erano 54.731

INVERNO
Arrivi totali stranieri in inverno 2011: 128.434
Di questi quelli che venivano da paesi di prossimità (Francia, Svizzera, Germania, Belgio) erano 41.201 mentre i turisti provenienti da paesi a medio raggio continentale o extracontinentali erano 87.233

Arrivi totali stranieri in inverno 2012: 126.499
Di questi quelli che venivano da paesi di prossimità (Francia, Svizzera, Germania, Belgio) erano 40.135 mentre i turisti provenienti da paesi a medio raggio continentale o extracontinentali erano 86.364

Arrivi totali stranieri in inverno 2013: 137.859
Di questi quelli che venivano da paesi di prossimità (Francia, Svizzera, Germania, Belgio) erano 48.619 mentre i turisti provenienti da paesi a medio raggio continentale o extracontinentali erano 89.240

Facendo poi un’analisi dei potenziali scali utilizzati da questi ultimi scopriamo che gli “hub” di riferimento sono Torino Caselle (con oltre 3 milioni di passeggeri all’anno), Milano Malpensa (con circa 18 milioni di passeggeri/anno) e Ginevra (con oltre 14 milioni di passeggeri all’anno). 

Ma una volta arrivati in aeroporto, come raggiungono questi turisti le località di montagna?
Sul sito dell’Aeroporto di Caselle (che riteniamo certamente il nostro scalo di riferimento) viene indicato il collegamento con bus verso le stazioni di Torino P.S. e P.N. ogni 15/30 minuti, ma c’è anche un’altra importante indicazione: “Le stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa sono collegate, direttamente o
con transfer bus, con le più importanti stazioni sciistiche del Piemonte (Sestriere, Sauze d’Oulx, Cesana, Sansicario, Claviere, Bardonecchia, Pragelato, Pinerolo, Limone Piemonte) e della vicina Francia (Montgenevre, Briançon/Serre Chevalier)”.

Nessun riferimento invece alla Valle d’Aosta per raggiungere la quale i turisti, a parte due servizi di shuttle condivisi che operano su Cervinia, Courmayeur e La Thuile ad un prezzo contenuto, ma con dei limiti legati alla frequenza e agli orari, hanno come unica alternativa il noleggio dell’auto (a costi proibitivi e che poi
rimane ferma nel garage dell’albergo durante tutto il soggiorno perché non c’è sostanzialmente in Valle un punto di riconsegna) o il dispendioso servizio di transfer privato.

Riconosciamo al nostro Assessorato al Turismo di aver fatto un primo importante tentativo al fine di canalizzare la variegata offerta di servizi di NCC valdostani (i Noleggi Con Conducente) in un’unica piattaforma con l’obiettivo, attraverso l’aperta concorrenza, di calmierare i prezzi ed efficientare i costi dei singoli attraverso servizi condivisi. Il tentativo, non è un segreto, non ha finora ottenuto i risultati sperati, salvo un singolo caso che stiamo attentamente monitorando e cercando di sostenere come categoria.

Chiediamo perciò con grande determinazione che vengano stanziate concrete risorse a favore di un servizio di collegamento efficiente con i nostri principali aeroporti di riferimento (Caselle, Malpensa, Ginevra) anche a costo di dover sacrificare opzioni di trasporto per la nostra industria obiettivamente secondarie quali l’Aeroporto regionale Corrado Gex oppure la linea Aosta-PréSt-Didier.
Riteniamo prioritario dirottare sulla nostra regione quote sempre maggiori di stranieri che già di fatto volano su questi 3 aeroporti piuttosto che attendere l’avverarsi di ipotetiche stime previsionali del nostro aeroporto regionale.

Non grandi pullman con una corsa la mattina ed una la sera, ma un servizio continuo offerto con piccole navette brandizzate “Valle d’Aosta”; con un’organizzazione delle corse sulla base di uno studio che incroci i dati degli arrivi dei principali voli provenienti da paesi strategicamente rilevanti con i periodi di previsto afflusso e accordi e collaborazioni mirate con gli aeroporti di Torino Caselle, Milano Malpensa e Ginevra, d’inverno così come d’estate.

Questa la nostra prima priorità turistica in tema di trasporti Signor Presidente, Signor Assessore e Signor Consiglieri: nell'urgenza di un aggiornamento e ripensamento dell’intero piano di trasporti regionale che concentri l’attenzione non più esclusivamente sui residenti, ma anche e soprattutto sulle aspettative e
le necessità dei turisti, la nostra priorità urgente è quella del varo immediato di un progetto di collegamenti aeroportuali all'avanguardia che, attraverso la nostra modernissima rete autostradale, rendano finalmente competitivo il nostro prodotto turistico. 

Delibere di Giunta - Segnalazioni per le imprese (277): Finanziate #ElettroPowerSystem, #Novasis e #Quintetto

ATTIVITA’ PRODUTTIVE, ENERGIA E POLITICHE DEL LAVORO

Ricerca e sviluppo: finanziate Elettro Power System, Novasis e Quintetto
Con un finanziamento di 369 mila 400 euro, il Governo regionale ha concesso le quote residue di contributo alle imprese Elettro Power System, Novasis e Quintetto sulla base della legge regionale 84 del 1993 per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti industriali.


BILANCIO, FINANZE E PATRIMONIO

ExpoVda
E’ stata stabilita la sub-locazione alla ExpoVda di uffici, collocati alla Torre delle comunicazioni, quali sede operativa della nuova società dedicata alla partecipazione della Valle d’Aosta all’appuntamento fieristico internazionale del prossimo anno, a Milano.

SANITA’ SALUTE E POLITICHE SOCIALI

Valorizzazione produzione carne
E’ stato approvato il progetto di valorizzazione della produzione di carne, nell’ambito di una azienda agricola, e le linee guida applicative, come predisposto dall’Assessorato alla sanità di concerto con l’Assessorato all’agricoltura.


TURISMO, SPORT, COMMERCIO E TRASPORTI

Servizio studenti
E’ stata data l’autorizzazione alle Società Savda, Svap e al raggruppamento temporaneo Vita-Savda per l’esercizio dei servizi specifici di trasporto per studenti nei tre bacini di Alta Valle, Centro Valle e Bassa Valle, così come è stato autorizzato il raggruppamento temporaneo Vita-Savda per un servizio di trasporto su gomma dedicato ai lavoratori della Bassa Valle.

Allô Bus e Allô Nuit
Parere favorevole del Governo anche per i due servizi di trasporto pubblico a chiamata conosciuti come Allô Bus (per il quale l’impegno di spesa è di oltre 471 mila euro) e Allô Nuit (per il quale vengono investiti dalla Regione oltre 162 mila euro per il 2015).

Bozza contratto Regione-Trenitalia

La Giunta ha inoltre approvato la bozza di contratto tra Regione e Trenitalia per l’acquisto di biglietti ferroviari per Torino e Milano, destinati a studenti universitari valdostani, impegnando 300 mila euro.

18 dicembre 2014

Venerdì 19 dicembre Dario Gianotti (#SportelloUnico) ospite a #Impresavda su #RadioPropostainBlu


Carissimo visitatore, domani, Venerdì 19 dicembre, puntata numero 174 di ImpresaVda, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu. 

Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine.

Ti aspetto allora Venerdì 19 dicembre, sempre alle 9,30.  Avrò come ospite Dario Gianotti, Responsabile del Servizio associato di Sportello Unico. Ci occuperemo delle novità che il servizio vuole offrire al mondo delle imprese.

Nel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista a Christian Trione, panettiere e pasticcere di Saint-Christophe, dalla lunga tradizione famigliare. L'intervista è stata pubblicata questa settimana sul Corriere della Valle.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

Apre ad #Aosta il primo #Valgrisa Store

Creare non solamente un punto vendita dei propri prodotti, ma un vero e proprio luogo d’incontro ed una vetrina per l’esposizione delle opere di artisti ed artigiani valdostani. Questa la filosofia alla base del progetto del primo Valgrisa Store, che l’azienda di abbigliamento valdostana, famosa per i capi ispirati alla storia e alle tradizione valdostane e realizzati in particolare con la lana delle pecore Rosset, aprirà da sabato 20 dicembre a partire dalle ore 10 in Piazza della Cattedrale ad Aosta.

L’obiettivo di Alessandra Fulginiti, Silvia Tambosco, Andrea Nicola e Nicola Rosset, soci dell’azienda, che invitano tutti gli interessati ad un brindisi di benvenuto presso il nuovo punto vendita, è quello di celebrare il decimo compleanno di Valgrisa realizzando uno store capace di valorizzare una produzione che dalla ormai classica giacca “Lodrà”, ispirata alle giacche utilizzate dalle guide alpine di Courmayeur nell’ottocento, ha saputo ampliare i proprio orizzonti con altri capi ed accessori, quali borse, ombrelli e cinture sempre realizzati con materie prime pregiate ed ispirati alla storia ed alle tradizioni valdostane dei secoli scorsi. A questo si affiancherà anche una campagna di fidelizzazione della clientela attraverso l’emissione di una Valgrisa Card che garantirà ai soci una serie di vantaggi e di interessanti opportunità

«Ma il Valgrisa Store di Aosta - si legge in una nota - si pone obiettivi ben più ampi della semplice vendita del proprio prodotto. Esso ambisce a divenire un luogo di incontro attraverso cui intensificare le sinergie con altre attività produttive e creare una filiera che permetta di valorizzare tradizioni ed identità locali oltre a promuovere anche fuori dalla Valle d’Aosta le piccole realtà imprenditoriali ed artigiane locali»

Per questa ragione all’interno dello store, oltre ai prodotti Valgrisa saranno esposti e venduti i tessuti ed i manufatti realizzati dalle cooperative Lou Dzeut e Les Tisserands e saranno organizzate mostre ed esposizioni temporanee di artigiani ed artisti valdostani conosciuti ed emergenti. Saranno inoltre presenti i prodotti delle altre aziende di proprietà dei soci Valgrisa: la linea di fitocosmetici di montagna del dottor Nicola, le grappe Levi delle Distillerie St. Roch e i vini dell’azienda agricola Rosset, tutti prodotti realizzati con le materie prime di qualità provenienti dal territorio valdostano

«L’apertura del Valgrisa Store di Aosta – spiegano i soci dell’azienda - costituisce il primo tassello di un progetto più ampio che si pone come finalità ultima quella di esportare e replicare il modello anche in altre località in Italia e all’estero con l’obiettivo di far crescere il marchio Valgrisa fuori dalla Valle d’Aosta e contribuire a far conoscere la ricchezza delle tradizioni locali anche sui mercati nazionali ed internazionali»

17 dicembre 2014

Ultimo Bilancio a Place Deffeyes...


Tutto il dibattito sul Bilancio dell'ultimo Consiglio regionale.  

Sul Corriere della Valle di questa settimana puoi trovare una buona sintesi elaborata dal nostro Osservatore politico Silvio Trione. Un buon motivo per abbonarsi (costa soltanto 40 euro).
Lo dico anche ai consiglieri...

#MaisonAnselmet lancia lo #spumante #Perlabruna

Maison Anselmet chiude il 2014 con un'altra novità, dopo il successo di Bardas, Giorgio Anselmet si prepara a brindare al 2015 con il suo nuovo vino spumante Perlabruna e, per il lancio ufficiale, sceglie Cervinia.

Perlabruna è un vino “dedicato” con un perlage piccolo e persistente da grande metodo classico italiano. Come ogni vino di Anselmet nasce da un'ispirazione. «Perlabruna - si legge in una nota - è stato pensato e dedicato alla moglie Bruna che, con la sua schietta effervescenza, con il suo carattere dalle mille sfaccettature, con la sua naturale riservatezza di persona semplice e diretta rappresenta la parte spumeggiante della cantina».

Composto per il 50% da Chardonnay (da vitigno chardonnay per base spumante) e per il restate 50% da Prié blanc, Perlabruna è un vino spumante dall'acidità finale perfettamente bilanciata grazie alle prerogative delle vigne di montagna che garantiscono un basso contenuto di solfiti favorito proprio dalle temperature caratteristiche della quota. Nonostante 1150 m a cui è posizionata la vigna, la vendemmia viene effettuata a settembre perché il Prié è un vitigno prematuro.

La pressatura viene fatta da uva intera, scartando il 5% iniziale ad evitare l’inclusione di acini attaccati da vespe e quelli troppo maturi. Si utilizza poi il 45% di vino fiore, soffice a pressatura che non può superare le 0.3 atmosfere, mentre il rimanente 50% viene scartato. La fermentazione viene sviluppata in quattro passaggi per 12 mesi in barrique di rovere francese a temperatura controllata. Per l’edizione 2014, la presa di spuma è stata fatta il 3/5/2012, rifermentata a 11°C in grotte barmet di Villeneuve, ed è stato poi lasciato 30 mesi sui lieviti arrivando al degorgement del 5 novembre 2014.

Perlabruna è uno spumante Pas Dosée senza liquore di spedition. Dando un’occhiata esperta al fondo della bottiglia di vetro, si evidenzia immediatamente che il remunage è stato effettuato a mano. Per il 2014 Perlabruna è prodotto in solo 1000 bottiglie  (750ml).

16 dicembre 2014

#Coldiretti: Tutto quello che c'è da sapere sulle nuove #etichette dell'#UE

Riceviamo da Coldiretti Valle d'Aosta e volentieri pubblichiamo.

Cambia la spesa degli italiani con l’entrata in vigore delle nuove etichette per i prodotti alimentari in vendita che devono essere più’ scritte con caratteri più chiari e grandi ma d’ora in poi, devono anche riportare piu’ informazioni, da una maggiore evidenza sulla presenza di sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze all'indicazione del tipo di oli e grassi utilizzati, dalla data di congelamento  alle informazioni sullo stato fisico degli ingredienti utilizzati in modo ad esempio da non poter utilizzare il termine “latte”, se si usa latte in polvere o proteine del latte. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che la rivoluzione in etichetta scatta il 13 dicembre 2014 nel giorno di Santa Lucia con l’ applicazione delle norme europee sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (Reg. UE 1169/2011). 

Le indicazioni obbligatorie - sottolinea la Coldiretti - devono essere scritte in etichetta con caratteri più chiari e grandi, con una dimensione minima di almeno 1,2 mm (o 0,9 nel caso di confezioni piccole) per rendere piu’ agevole la lettura da una parte di una popolazione in progressivo invecchiamento.

 La data di scadenza deve essere riportata su ogni singola porzione preconfezionata e non più solo sulla confezione esterna. La nuova etichetta – prosegue la Coldiretti - viene in soccorso anche dei circa 2,5 milioni di italiani che soffrono di allergie alimentari imponendo l’obbligo di indicare le sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze (come derivati del grano e cereali contenenti glutine, sedano, crostacei, anidride solforosa, latticini contenenti lattosio) con maggiore evidenza rispetto alle altre informazioni, ad esempio sottolineandole o mettendole in grassetto nella lista degli ingredienti. 

Anche i ristoranti e le attività di somministrazione di alimenti e bevande - precisa la Coldiretti - devono comunicare gli allergeni, tramite adeguati supporti (menù, cartello, lavagna o registro), ben visibili all'avventore. Una tutela è garantita anche per i bambini e le donne in gravidanza e in allattamento con la previsione di avvertenze particolari per determinati alimenti contenenti caffeina, per esempio i cosiddetti “energy drinks”. Non è più possibile  ingannare il consumatore celando, dietro la definizione generica di “oli vegetali” o “grassi vegetali”, l’utilizzo di olio grassi tropicali a basso costo (come olio di palma, di cocco o di cotone, che hanno un impatto sulla salute) perchè - sottolinea la Coldiretti - bisogna specificare quale tipo di olio o di grasso è stato utilizzato in etichetta. Inoltre, se gli oli o i grassi utilizzati sono stati idrogenati, sarà obbligatorio indicare «totalmente o parzialmente idrogenato», a seconda dei casi. 

Devono anche essere indicati con accuratezza – continua la Coldiretti - i trattamenti subiti dal prodotto o anche dall’ingrediente e non è possibile usare il termine “latte”, se si usa latte in polvere o proteine del latte. In caso di carne e pesce congelato e preparazioni congelate di carne e pesce congelato non lavorato, occorre indicare la data di congelamento mentre nel caso di alimenti che sono stati congelati prima della vendita e sono venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”. Per tutelare il consumatore da indicazioni ingannevoli,  quando si sostituisce un ingrediente normalmente utilizzato, in un particolare prodotto, con un altro ingrediente, come ad esempio i sostituti del formaggio, l’ingrediente succedaneo impiegato va specificato immediatamente accanto al nome del prodotto, utilizzando per la stessa caratteri adeguati (pari almeno al 75% a quelli utilizzati per il nome del prodotto). 

Tra le informazioni obbligatorie, oltre al nome, deve esserci l’indirizzo del responsabile dell’alimento, ossia l’operatore con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto. Tale indicazione - continua la Coldiretti - non va confusa con quelle dello stabilimento di produzione, obbligatoria per la norma nazionale ma che ora diventa facoltativa, apponibile con l’unica accortezza di non ingenerare confusione nel consumatore stesso rispetto all'indicazione obbligatoria del nome e dell’indirizzo del soggetto responsabile dell’etichettatura. In virtù di una norma collegata infine, dal prossimo aprile 2015, dovranno essere indicate in etichetta luogo di allevamento e di macellazione di carni suine e ovi-caprine, come avviene da anni per le carni bovine dopo l’emergenza mucca pazza. 

«In un momento difficile per l’economia in Europa e in Italia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza per combattere la concorrenza sleale a danno delle nostre imprese e per garantire la possibilità di fare scelte consapevoli al consumatore»  ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo sottolineando «l’esigenza di accelerare il percorso per rendere obbligatoria l’indicazione di origine in tutti i prodotti alimentari».. Il pressing della Coldiretti in Europa ha data buoni risultati ed ora la strada è tracciata a vantaggio del Made in Italy, dell’economia e del lavoro.


LA NUOVA ETICHETTA EUROPEA DEGLI ALIMENTI IN SINTESI

 Etichette più chiare e leggibili: Le indicazioni obbligatorie dovranno essere scritte con caratteri più chiari e grandi, con una dimensione minima di almeno 1,2 mm (o 0,9 nel caso di confezioni piccole).

 Evidenza del responsabile dell’alimento: Tra le informazioni obbligatorie, oltre al nome, deve esserci l’indirizzo del responsabile dell’alimento, ossia l’operatore con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto. Tale indicazione secondo la Coldiretti non va confusa con quelle dello stabilimento di produzione, obbligatoria per la norma nazionale ma che ora diventa facoltativa, apponibile con l’unica accortezza di non ingenerare confusione nel consumatore stesso rispetto all’indicazione obbligatoria del nome e dell’indirizzo del soggetto responsabile dell’etichettatura.

 Allergeni in risalto: Le sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze (come derivati del grano e cereali contenenti glutine, sedano, crostacei, anidride solforosa, latticini contenenti lattosio) dovranno essere indicate con maggiore evidenza rispetto alle altre informazioni, ad esempio sottolineandole o mettendole in grassetto nella lista degli ingredienti. Anche i ristoranti e le attività di somministrazione di alimenti e bevande dovranno comunicare gli allergeni, tramite adeguati supporti (menù, cartello, lavagna o registro), ben visibili all’avventore.

 Più trasparenza sugli oli e grassi utilizzati: Non sarà più possibile  ingannare il consumatore celando, dietro la definizione generica di “oli vegetali” o “grassi vegetali”, l’utilizzo di oli o grassi tropicali a basso costo (es. olio di palma, di cocco o di cotone, che hanno effetti sulla salute): ora tra gli ingredienti si dovrà specificare quale tipo di olio o di grasso è stato utilizzato, sottolinea la Coldiretti

 Stato fisico del prodotto: Dovranno essere indicati con accuratezza i trattamenti subiti dal prodotto o anche dall’ingrediente. In tal modo – afferma la Coldiretti - non sarà possibile utilizzare solo il termine “latte”, se si usa latte in polvere o proteine del latte.

 Informazioni sul congelamento e scongelamento: In caso di carne e pesce congelato e preparazioni congelate di carne e pesce congelato non lavorato, andrà indicata la data di congelamento. Nel caso di alimenti che sono stati congelati prima della vendita e sono venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”.

 Indicazione di ingredienti sostitutivi: Per tutelare il consumatore da indicazioni ingannevoli,  quando si sostituisce un ingrediente normalmente utilizzato, in un particolare prodotto, con un altro ingrediente, come ad esempio i sostituti del formaggio, l’ingrediente succedaneo impiegato - riferisce la Coldiretti - va specificato immediatamente accanto al nome del prodotto, utilizzando per la stessa caratteri adeguati (pari almeno al 75% a quelli utilizzati per il nome del prodotto).

 Alimenti contenenti caffeina: Per i bambini e le donne in gravidanza e in allattamento sono previste avvertenze particolari per determinati alimenti contenenti caffeina, per esempio i cosiddetti  “energy drinks”.

 Scadenza ripetuta sulle monoporzioni: La data di scadenza dovrà essere riportata su ogni singola porzione preconfezionata e non più solo sulla confezione esterna, in modo da rendere piu’ avegole l’informazione al consumatore secondo la Coldiretti.

 Provenienza delle carni suine, ovi-caprine e di pollame: In virtù di una norma collegata, che si applica a partire dal prossimo aprile 2015, dovranno essere indicate in etichetta luogo di allevamento e di macellazione di carni suine e ovi-caprine, come avviene da anni – ricorda la Coldiretti - per le carni bovine a seguito dell’emergenza mucca pazza. 

#Filmcommission Valle d'#Aosta: riaperto bando

Grazie all'erogazione del contributo integrativo accordato a Film Commission Vallée d’Aoste dall’Amministrazione regionale, il Valle d’Aosta Doc-FF Film Fund è stato riaperto.

Il VALLE D’AOSTA DOC-FF FILM FUND è un fondo di sostegno istituito da Film Commission Vallée d’Aoste al fine di promuovere e valorizzare la realizzazione di opere a carattere documentario e di opere prime.

 In virtù dell’alto potenziale culturale e produttivo del cinema documentario nonché della sua radicata presenza e compatibilità con il territorio regionale, il fondo riconosce a questo settore un ruolo strategico nella promozione delle caratteristiche paesaggistiche, storico-culturali, linguistiche e sociali della Valle d’Aosta e nella valorizzazione delle imprese valdostane che operano nel settore della produzione audiovisiva di qualità.

In accordo con gli obiettivi statutari, la Film Commission Vallée d’Aoste incentiva l’imprenditoria giovanile e valorizza nuovi talenti anche grazie alla realizzazione di film che si avvalgano di nuovi linguaggi e forme espressive. Il bando regionale si rivolge a produttori, filmmaker e istituzioni.

ATTENZIONE: LA SESSIONE UNICA DEL BANDO SCADE IL 22 DICEMBRE 2014.
Oltre al bando è inoltre possibile presentare richiesta di sostegno per la post produzione: le domande vanno inoltrate ENTRO IL 27 DICEMBRE 2014.
Sia il bando (15.000 euro) che il sostegno alla post produzione (5.000 euro) saranno attribuiti entro fine anno.

 L’istanza di richiesta del sostegno deve essere inviata a:


Film Commission Vallée d’Aoste
Via Parigi 33
11100 Aosta – ITALIA
Oggetto: VALLE D’AOSTA DOC-FF FILM FUND


Tutte le informazioni e la modulistica relativa al Bando sono disponibili e scaricabili sul sito della Fondazione (www.filmcommission.vda.it). Per ulteriori informazioni contattare gli uffici di Film Commission VdA: tel. 0165261790 – mail info@filmcommission.vda.it

15 dicembre 2014

Assemblea #Adava a Pollein

Martedì 16 dicembre l'Assemblea generale dell'Adava si svolgerà presso la sala Grand Place di Pollein.

A differenza delle altre edizioni, la modalità di svolgimento quest’anno sarà differente: dopo una prima parte dei lavori in forma strettamente riservata agli associati, solo alle 18 i lavori si apriranno agli Assessori e Consiglieri regionali.

Interverranno il Presidente della Regione Augusto Rollandin e l’Assessore regionale al Turismo Aurelio Marguerettaz.

«L’obiettivo - si legge in una nota - è quello di lavorare nella prima parte in maniera collegiale ad un documento condiviso che contenga indicazioni puntuali e prospettive realistiche in materia di trasporti, internazionalizzazione e riqualificazione/conversione degli immobili ad uso ricettivo mentre, nella seconda parte, spetterà al Presidente ADAVA Alessandro Cavaliere presentarne i contenuti ai nostri interlocutori politici, ovvero alla Giunta e a tutto il Consiglio regionale».

12 dicembre 2014

Delibere di Giunta - Segnalazioni per le imprese (276): Garanzia #Giovani


ATTIVITA’ PRODUTTIVE, ENERGIA E POLITICHE DEL LAVORO

Mutui per investimenti
E’ stata decisa la concessione, in istruttoria valutativa, di  un mutuo a tasso agevolato e di un contributo in conto capitale, a due società, per investimenti, sulla base della legge regionale n. 6 sugli interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali ed artigiane. L’impegno complessivo è di oltre 426 mila euro.

Garanzia Giovani
Sono stati approvati gli inviti a presentare progetti per la realizzazione del programma Garanzia Giovani Valle d’Aosta, che mette a disposizione risorse pari a 2 milioni 75 mila 376 euro. Il bando è rivolto agli enti di formazione e alle agenzie interinali accreditate o accreditande, che dovranno presentare progetti di formazione, orientamento e accompagnamento al lavoro per i circa 2 mila giovani, dai 15 ai 29 anni, che si trovano in stato di disoccupazione, a cui saranno offerti percorsi di attivazione individuali personalizzati. La Giunta ha inoltre dato parere favorevole all’Invito a presentare progetti da realizzare, nell’ambito del Piano Giovani, per un importo pari a 4 milioni 488 mila 400 euro per contrastare la disoccupazione giovanile, mediante interventi di formazione per l’occupabilità dei giovani, trai i 15 e 29 anni.

ISTRUZIONE E CULTURA

Pacchetti turistici
E’ stata approvata la nuova bozza di convenzione per l’offerta di pacchetti turistici a tariffa agevolata per la fruizione dei castelli della Regione. Il progetto, nato dalla sinergia e dal raccordo tra l’assessorato all’Istruzione e Cultura e l’assessorato al Turismo, è rivolto all’ADAVA- associazione degli albergatori della Valle d’Aosta e all’agenzie di viaggio e i bed&breakfast presenti sul territorio valdostano.


OPERE PUBBLICHE, DIFESA DEL SUOLO E EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Domande mutuo
E’ stata approvata l’ammissione di 3 domande di mutuo, presentate nel periodo 1 ottobre – 30 novembre 2014, per complessivi 344 mila euro, sulla base delle disposizioni per la concessione di mutui agevolati per il recupero di fabbricati situati nei centri storici e nuclei abitati.

Lavori ad Antey
Il Governo regionale ha dato parere favorevole al progetto esecutivo del primo lotto dei lavori di sistemazione e messa in sicurezza del muro di monte della strada regionale n. 46 della Valtournenche, nel comune di Antey-Saint- André. 

Sportello unico enti locali (#Suel): Il punto di accesso alla PA per l’impresa si rinnova

Addetto Suel in formazione
Lo Sportello unico degli enti locali (SUEL) si rinnova e rilancia il servizio alle imprese: dopo che il Comitato esecutivo del CPEL ne ha approvato la riorganizzazione, individuando in ciascuno dei 74 Comuni valdostani uno specifico punto di accesso dedicato alle aziende, l’intero personale del SUEL si è impegnato in un ampio progetto di ripensamento del servizio attraverso momenti formativi mirati, promossi con il supporto del CELVA.

Nelle ultime settimane sono stati più di 80 gli addetti coinvolti in 4 moduli di lavoro, concentratisi su come migliorare la qualità del servizio, attraverso una nuova attenzione all’utente, la riduzione dei tempi e l’abbattimento delle richieste di integrazione alle pratiche presentate. Il servizio risulta così completamente ripensato sulle esigenze delle imprese che cambiano e dei professionisti che le supportano.

Il punto di accesso alla PA per l’impresa
Il SUEL è l’unico punto di accesso a tutti i procedimenti amministrativi che coinvolgono l’attività produttiva; è il riferimento privilegiato per gli imprenditori che intendono avviare o sviluppare un’impresa; è la struttura organizzativa degli enti locali che ha come obiettivo la semplificazione di tutti i procedimenti amministrativi, compresi quelli edilizi, e la conclusione delle pratiche in tempi certi e rapidi. 
Dalla sua entrata in funzione nel 2003, lo Sportello ha operato per promuovere la semplificazione e la standardizzazione dei procedimenti autorizzativi. Dal giugno del 2013 il SUEL interagisce con l'utente in modalità esclusivamente telematica, semplificando la formulazione delle istanze e determinando una riduzione dei costi per gli imprenditori e i professionisti, grazie all’abbattimento dei supporti cartacei. 
Questo impegno è stato premiato lo scorso febbraio dalla Commissione europea, che ha scelto il SUEL come uno dei 10 casi studio di maggiore interesse a livello europeo in ambito di “Public Services for Businesses: recipes for supporting growth”.

Un servizio che si rinnova
Per continuare a fare fronte ad un panorama economico e normativo in costante e continua evoluzione e qualificare il servizio erogato, gli enti locali hanno ripensato il modello organizzativo del SUEL, prevedendo nell’aprile 2014 la presenza di 74 front office, localizzati presso i singoli Comuni, e di almeno un addetto per ente; 2 sportelli di accoglienza all’impresa, localizzati a Pont-Saint-Martin e Gignod; 3 uffici di back office e 1 organismo di coordinamento dei responsabili del servizio. La nuova “governance” ha quindi determinato la necessità di formare in maniera adeguata anche gli addetti comunali che dialogano direttamente con i cittadini, per favorire l’uniformità e la qualificazione del servizio.

E’ stata prevista anche un’attività di misurazione delle prestazioni di servizio, tramite un sistema di “customer satisfaction” a cui potranno aderire imprenditori e professionisti.

«Tutti questi interventi avranno un impatto molto importante sulle nostre imprese, perché cambiano sostanzialmente le modalità di rapporto con lo Sportello unico – dice Vittorio Stefano Anglesio, responsabile politico del servizio per gli enti locali -. Lo Sportello rappresenta un esempio di innovazione nei servizi all'impresa, riconosciuto come tale sia su scala nazionale che europea. Tuttavia, in un momento di grande evoluzione normativa e di sofferenza del settore produttivo, abbiamo voluto ascoltare un’esigenza ben specifica degli imprenditori: avere in ogni Comune un referente che potesse supportarli nell'istruzione delle pratiche autorizzative. Il primo passo del cambiamento parte quindi dai front office e dal personale interessato, che dialoga quotidianamente con l’imprenditore e che ha il compito di supportarlo nella maniera più adeguata possibile».
 

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