4 luglio 2009

Coldiretti soddisfatta: «nella nostra regione arriverà l'indennità di malattia anche per i lavoratori autonomi»

Nello scorso inverno il Presidente della Coldiretti Valdostana Giuseppe Balicco e il Direttore Ezio Mossoni hanno incontrato l’Assessore alla Sanità Dr. Albert Lanièce manifestando alcune importanti problematiche socio sanitarie che interessano non solo il settore agricolo ma tutto il mondo del lavoro autonomo.


In particolare sono state sottoposte all’Assessore le problematiche relative alla situazione previdenziale agricola, agli assegni familiari e alla indennità di malattia.

I lavoratori autonomi non godono, infatti, di nessuna indennità allorquando colpiti da malattia devono, necessariamente, sospendere l’attività lavorativa. L’assistenza è erogata solo in caso di ricovero ospedaliero, per le giornate di degenza.

Venerdì 3 luglio l'assessore Lanièce ha incontrato la Coldiretti e le altre organizzazioni rappresentative del lavoro autonomo, presentando un disegno di legge che andrà presto alle Commissioni Regionali e che sarà presentato in Consiglio Regionale, con buona probabilità, prima della pausa estiva.

Non appena approvata la legge i coltivatori diretti, artigiani e commercianti colpiti da malattia che provoca inabilità temporanea assoluta al lavoro riceveranno una indennità giornaliera, (attualmente fissata in euro 22,26 dalla legge regionale 20/1981) fino ad un massimo di trenta giorni.

Si tratta di un provvedimento innovativo, forse unico in Italia, messo in evidenza dal patronato EPACA, fortemente sollecitato dalla Coldiretti Valdostana, condiviso e messo in campo dall’Assessore alla Sanità e dalla Giunta Regionale.

«Accogliamo il provvedimento con grande piacere – ha commentato Balicco che è anche presidente del patronato – si interviene in un ambito delicato, nei confronti di persone colpite da malattia e questo basterebbe da solo a giudicarne la bontà ma voglio cogliere anche un segnale più forte, di considerazione nei confronti del settore del lavoro autonomo in generale, e di quello agricolo in particolare».

I 76 lavoratori che rimangono nelle cooperative sociali valdostane ripartono dalla formazione professionale

Segnalo una notizia che riguarda il mondo della cooperazione sociale e cerca di guardare oltre la querelle di questi giorni che alla lunga rischia di non essere positiva per nessuno. Ne approfitto anche per segnalarvi sul Corriere della Valle che trovate questa settimana in edicola un articolo di Roberto De Vecchi che si chiede se l'appalto sia davvero lo strumento migliore per l'assegnazione dei servizi alla persona. Credo che meriti una lettura attenta. Ma ora la notizia

Uno sguardo al futuro
I 76 lavoratori impegnati nei servizi sociali agli anziani - dipendenti o soci delle cooperative aderenti al Consorzio Trait d'Union - che hanno deciso di rimanere nelle imprese sociali di appartenenza e di non sottoscrivere un nuovo contratto con la Pro.Ges, si sono ritrovati giovedì 2 luglio, insieme alla dirigenza del Consorzio, per decidere del loro futuro lavorativo. A loro si sono aggiunte anche 2 lavoratrici che, dopo solo un giorno di servizio alle dipendenze della Pro.Ges di Parma, hanno deciso di interrompere il rapporto di lavoro e di ritornare alla cooperativa di appartenenza.

Tre le linee di azione su cui i lavoratori riuniti in assemblea hanno deciso di puntare. Innanzitutto la formazione. Saranno avviati da subito dall’Enaip Vallée D’Aoste, socia del Consorzio Trait d’Union 2 corsi, della durata rispettivamente di 200 e 230 ore, che consentiranno a 40 dipendenti di conseguire la qualifica di OSS (Operatore socio-sanitario). Nel contempo sarà anticipato l’avvio di un corso per animatori polivalenti, della durata di 600 ore, rivolto a 16 persone. Entrambe le iniziative formative sono già programmate ed hanno ottenuto il co-finanziamento del Fondo Sociale Europeo.

Sul fronte della ricerca di nuove opportunità di impiego, il Trait d’Union ha già avviato dei contatti con strutture pubbliche e private al fine di valutare il loro attuale fabbisogno. Contemporaneamente il mondo delle cooperative valdostane aderenti al Trait d’Union assorbirà 20 lavoratori.

«Un numero così elevato di persone che scelgono di rimanere con le cooperative valdostane – spiegano dal Consorzio Trait d’Union - conferma quanto si è cercato di dire in questi giorni ovvero l’assoluta libertà delle persone di poter scegliere e di non essere considerate dei pacchi che si possono spostare da un luogo all’altro senza problemi. Dimostra, inoltre, ancora una volta la solidità dei legami societari che si sono costruiti in questi anni di lavoro e di cooperazione in Valle d'Aosta».
«La nostra sfida - continuano – sarà ora quella di trovare soluzioni idonee con le aspettative di questi 76 lavoratori. Confidiamo sulle capacità nostre e del tessuto sociale locale: questo zoccolo di risorse umane ci permette di ripartire, consapevoli delle difficoltà, e allo stesso tempo convinti del fatto che le persone sono e rimangono il punto imprescindibile di partenza».

La questione Eurotravel arriverà sul tavolo di Berlusconi?

Le agenzie di viaggio ora sono davvero in rivolta... Leggete qui . La crisi arriverà davvero a coinvolgere Silvio Berlusconi e il ministro Brambilla? C'è chi sostiene che Berlusconi sia già al corrente del problema. Ma davvero può trovare il tempo per occuparsi di una simile questione anche se coinvolge un collega di partito (Benin è consigliere regionale del Pdl)? Di certo in questi giorni anche Finaosta ha una bella "patata bollente" per le mani...

Gps Standard: entrare nel nostro blog deve essere come entrare in azienda

Fra gli interessi di questo blog c'è anche la voglia (condivisa con gli amici di Netbe che vi ricordo sono sempre a disposizione di chi vuole intraprendere le strade dell'on line) di sviluppare il web 2.0 per le aziende valdostane. In questa logica ho intervistato Nicole Bionaz che gestisce il corporate Blog della Gps Standard di Arnad (cliccate qui per visitarlo). Eccovi le domande che ho fatto alla nostra Nicole.

Da quando esiste il blog?
Il Blog è stato inaugurato il 25 Giugno 2009. E' un mezzo di comunicazione aziendale veramente nuovo! Potremmo dire "appena nato".

Quali sono gli obiettivi che vi prefiggete di raggiungere?
L'azienda, leader in campo Security a livelo mondiale, era presente sulla rete Internet con un sito Web rivolto agli specialisti di sicurezza, con un contenuto quindi altamente tecnico, che per grande pubblico risultava poco comprensibile. Il Blog si propone invece come una vetrina aziendale rivolta non solo agli esperti del settore, ma a tutti gli utenti.
Vogliamo informare i nostri interlocutori sui nuovi prodotti, le novità, le iniziative in corso, il tutto organizzato in modo semplice e moderno.
Il nostro obiettivo più importante, raggiunto proprio con la messa online di questo strumento, è quello di avere una vetrina news per comunicare a tutti i nostri utenti le iniziative, le novità, la rassegna stampa, i video aziendali, e tanto altro ancora.

Ad una prima occhiata mi sembrerebbe uno strumento più informativo. Non pensate di aprirlo al dialogo con la clientela? E dargli così una valenza più commerciale?
Per il momento non abbiamo in progetto di aprire il blog al dialogo, proprio perchè la sua funzione è di proporsi come una vetrina. Ma si sa che sul Web le cose cambiano molto velocemente, per cui non escludiamo nessuna possibilità in futuro.

Quali sono i flussi di traffico e da dove?
Prevediamo un flusso di traffico proveniente da tutta la nostra filiera di clienti e cioè installatori, rivenditori di materiale elettrico, elettricisti, esperti di sicurezza sul territorio nazionale, pubblica amministrazione, ministeri, marina militare e tutte le forze armate nazionali, grandi aziende multinazionali, forze dell'ordine, studi tecnici, architetti e professionisti, senza dimenticare giornalisti, investitori, e privati.

Qual è la vostra visione del blog?
Entrare sul Blog GPS Standard è un pò come entrare in azienda. Pubblichiamo ogni giorno le pubblicità e gli articoli usciti sulla stampa, diamo notizie che riteniamo di nostro interesse, pubblichiamo le notizie per i giornalisti attraverso i comunicati stampa, pubblichiamo album fotografici delle fiere o degli eventi, forniamo consigli in ambito sicurezza all'interno delle case history che racchiudono tutta la nostra competenza...
E siamo solo all'inizio. Nei nostri progetti c'è l'internazionalizzazione di questo strumento di comunicazione.

3 luglio 2009

Working Capital Camp: e tu ce l'hai un'idea da proporre a Telecom?

Ho ricevuto una mail da Vittorio Pasteris di Torino Valley (e nonsolo) che mi segnala un evento che io definirei per qualche imprenditore di buona volontà. Anche il sottoscritto in quanto blogger potrebbe parteciparvi ma dovrei avere il dono dell'ubiquità...

L'8 luglio si svolge infatti la data torinese del Working Capital Camp che si terrà presso l’i3p (incubatore imprese innovative del Politecnico di Torino) in Via Carlo Boggio 59. Torino Valley è partner del Working Capital Camp Torino

Il Working Capital Camp di Torino è il terzo incontro organizzato per presentare «Working Capital», il progetto, promosso da Telecom Italia (cliccate qui) che si propone di individuare e sponsorizzare nuove idee imprenditoriali che intendono operare nel mondo del web 2.0.

L’obiettivo è far incontrare interlocutori che, per motivi diversi, hanno in comune l’interesse per la tecnologia e il suo futuro: chi produce innovazione e conoscenza, cioè il mondo universitario; coloro che, per naturale desiderio di conoscere, sperimentano servizi e tecnologie e ne creano di nuovi, i blogger; le imprese che hanno un naturale interesse nell’ampliare il proprio business.

Il Programma

09:00 – 10:00. Accoglienza partecipanti
10:00 – 12:30. Tavola rotonda “Dialogo sull’Innovazione” - Presentazione del progetto Working Capital: risultati dei primi mesi di lavoro
12:30 – 14:00. Pausa pranzo
14:00 – 19:00. Barcamp & Elevator Pitch

Vi vedo un po' in difficoltà con il gergo. Fortunatamente la mail e la mia attuale vita da blogger ci vengono in aiuto.

Che cos’è un barcamp
Il barcamp ( vedi wikipedia) una nonconferenza collaborativa, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero.
Si hanno a disposizione trenta minuti: una parte dedicata all’esposizione dell’argomento e un’altra dedicata alla discussione.

Che cos’è un elevator pitch?
E' la cosa che mi piace di più. L’elevator pitch è il discorso che un imprenditore farebbe ad un investitore se si trovasse per caso con lui in ascensore. L’imprenditore, quindi, si troverebbe costretto a descrivere sé e la
propria attività sinteticamente, chiaramente ed efficacemente per convincere l’investitore ad investire su di lui, ma nei limiti di tempo imposti dalla corsa dell’ascensore.
L’elevator pitch è riservato a chi intende presentare un’idea o un progetto: si avranno a disposizione tre minuti per illustrare la propria idea più tre minuti per le domande e risposte.
Se toccasse a me proporrei l'idea di una rete di blog regionali che fanno da miniportali al mondo dell'impresa e cercano i portare le mitiche PMI italiane nel mondo del web 2.0...

Come si partecipa?
Chi desidera partecipare e, soprattutto, chi vuole proporre un argomento di discussione può segnalare la propria intenzione in anticipo attraverso il sito di workingcapital.

Qualche informazione in più su Working Capital
Working Capital è il progetto con cui Telecom Italia intende sostenere le migliori iniziative imprenditoriali nell’ambito del web 2.0 e delle nuove frontiere di Internet. E’ uno strumento concreto per il rilancio
dell’innovazione tecnologica in Italia e si avvale di un investimento complessivo equivalente a 5 milioni di euro in due anni. Un comitato composto dal top management di Telecom Italia e da autorevoli esperti del settore avrà il compito di individuare progetti d’impresa in settori come i social media, le web tv, la musica digitale
e il digital marketing. Le migliori idee d’impresa tra quelle che verranno proposte potranno usufruire delle infrastrutture e del know-how tecnologico di Telecom Italia, che diventerà loro partner tecnico e
concorrerà all’effettivo sviluppo di servizi innovativi a favore della comunità, coerentemente con l’obiettivo dell’azienda di contribuire alla promozione dell’innovazione e alla modernizzazione del Paese.

Per ulteriori informazioni su come preparare un business plan da sottoporre a Working Capital e sul processo di selezione, visita il sito.

Eurotravel incontra Autotutela

C'è un'altra comunicazione di Eutrotravel sul sito Autotutela che non ho segnalato. Per chi volesse saperne di più sulle sue vacanze clicchi qui. E' la sintesi di un colloquio avuto da Autotutela con i vertici aziendali e c'è una griglia di programmazione che mi pare interessante. La situazione è in così continua evoluzione che è davvero difficile da seguire in maniera non troppo convulsa.

Cogne Acciai Speciali: le azioni per reagire alla crisi

«Mensilmente l’utilizzo della cassa integrazione si riduce, ma non siamo ancora in grado di dire quando potrà essere completamente eliminata. Il peggio è alle spalle ma gli strascichi di questa crisi ce li porteremo dietro fino ai primi mesi del 2010». Roberto Marzorati, vicepresidente della Cogne Acciai Speciali (CAS), ha proposto ieri mattina ai giornalisti un profilo di cauto ottimismo nell’abituale conferenza stampa che precede lo stop estivo dell’attività. Il taglio dell’appuntamento era già chiaro sin dal titolo attribuito alla conferenza «Come superare una crisi senza precedenti».
Semplice il messaggio. La crisi c'è. Lo sappiamo. Ma guardiamo al dopo. La Cogne può andare oltre.

«Il 2009 – ha aggiunto Marzorati - sarà sicuramente ricordato come l’anno più difficile dalla privatizzazione dell’azienda ad oggi, a causa esclusivamente di fattori esterni. Tuttavia, questa situazione generale negativa ci obbliga ad accelerare i processi di evoluzione, di sviluppo dei mercati e di miglioramento delle performance della Cogne Acciai Speciali. Tutto ciò porterà l’azienda a superare il momento negativo e a ritrovarsi, a partire dal prossimo anno, in una posizione di forza sul mercato».

Risultati
Il quadro è chiaro. Nel 2008 si è iniziato a manifestare il rallentamento economico generale, che è poi proseguito nel corso del 2009, comportando una riduzione della produzione nell’ordine del 2,25% (173.000 tonnellate spedite contro le 177.000 dell’anno precedente) e del fatturato del 20,88% (625 milioni di euro). Un dato che si colloca a metà strada fra il risultato del 2006 (536 milioni) e del 2007 (790). Si è trattato di un calo brusco e repentino. Fino alla fine del 1° semestre la redditività operativa si era mantenuta in linea con gli anni precedenti. «L’anno – commenta Marzorati – si chiude pertanto con un risultato ancora positivo per lo stabilimento della Cas, ma fortemente ridotto rispetto alle previsioni».

Più critico ovviamente il quadro nel 2009. Di fronte al forte rallentamento generalizzato del settore siderurgico, la CAS si è mantenuta sui livelli della media dei produttori di acciai inossidabili lunghi europei, evidenziando un calo degli ordinativi più marcato per i prodotti destinati ai distributori (ad esempio le barre inox hanno fatto registrare un calo del 50%) e una flessione meno importante per i prodotti destinati agli utilizzatori finali (i pezzi fucinati sono scesi del 30%).

Come si reagisce alla crisi?
Marzorati ha voluto nobilitare la conferenza con una interessante riflessione strategica. Insomma dopo la parte destruens è toccato alla costruens

Due gli assi individuati:

- ampliamento del mercato di riferimento

- ribilanciamento dei costi operativi più adeguati ai nuovi volumi ridotti

Se l’azione dei costi operativi era da tempo sotto gli occhi di tutti - da un lato l’avvio di piani di miglioramento delle rese di produzione dall’altro la predisposizione di un Piano di redistribuzione dell’organico che «consentirà – ha dichiarato Marzorati - di non rinunciare alle professionalità presenti all’interno dello stabilimento, in vista di una ripresa dei mercati. Pertanto, la Cogne manterrà una base solida di personale occupato che non si prevede possa scendere al di sotto dei 1.000 addetti» e che, purtroppo non è ancora del tutto certo se abbraccerà o no tutto il 2009 – merita una certa attenzione l'azione offensiva di ampliamento dei mercati di riferimento.

Una strategia che prevede un posizionamento più incisivo sul Nord America e sulle aree emergenti asiatiche (lo stabilimento cinese è l’unico che ha aumentato la produzione rispetto all’anno precedente) con un’ipotesi di volumi addizionali di circa 4000 tonnellate per il 2010; un accordo di collaborazione con uno dei distributori di acciaio inossidabile tra i più importanti d’Europa (6000 tonnellate per il 2010); un ampliamento della gamma produttiva grazie ai recenti investimenti operativi sui nuovi impianti entrati in servizio fra il 2008 e il 2009 che consente alla Cas di fornire una gamma di prodotti di nicchia che prima non era contemplata nel portafoglio (10.000 tonnellate per il 2010) e, infine, ma qui si tratta di un colpo fortuito, l’opportunità scaturita dal fallimento di un importante concorrente della Cas negli Stati Uniti (la Crucible) con conseguente richiesta di subentro per la Cogne nel business annuale del concorrente (3/4000 tonnellate per il 2010)

«Quello che abbiamo prospettato – ha concluso Marzorati – è una possibile via per uscire dalla crisi e far crescere la nostra società all’interno di un mercato che sarà necessariamente differente da quello al quale eravamo abituati. E su questa strategia la Cogne ha deciso di puntare in maniera determinante, tanto che si è deciso di aumentare il capitale sociale attraverso la conversione degli utili generati negli anni precedenti, portandolo così da 80 a 130 milioni di euro. Inoltre, a ulteriore conferma di quanto la CAS creda nelle proprie possibilità, i soci si sono resi disponibili a finanziare la società con apporti di capitale addizionale qualora la situazione di crisi dovesse perdurare».

2 luglio 2009

Eurotravel: ma chi potrebbe acquistare?

La vicenda Eurotravel sembra proprio non decollare. Si parla di un acquirente per ora senza nome (leggete qui), l'incontro con i sindacati non va a buon fine (vedi prima), la stampa nazionale comincia ad occuparsi del caso (ecco che cosa scrive il Messaggero) e crescono le preoccupazioni degli operatori (qui).

Ma secondo voi chi in un momento come questo potrebbe farsi avanti per acquistare? Ci sono Tour operator sufficientemente in buona salute da avventurarsi in una simile avventura? O forse il soggetto in questione potrebbe provenire da un altro settore, interessato magari a diversificare fiutando il buon affare?

Un'Iraniana racconta...

Abbandono per un attimo le problematiche economiche e mi dedico ad un po' di pubblicità pro domo mea. Sul Corriere della Valle che troverete questa settimana in edicola (se non vi siete ancora abbonati potete precipitarvi a sottoscrivere un abbonamento semestrale al costo di 20 euro) ci sarà un'intera pagina dedicata all'Iran, ai terribili fatti di queste ultime settimane, con un'intervista fatta dalla nostra collaboratrice Margherita Barsimi ad una iraniana (anzi ad una persiana, ma questo lo capirete meglio soltanto leggendo l'articolo) che vive in Valle d'Aosta. Come anticipo vi propongo alcune foto che ci sono state inviate sulla protesta. Non aggiungo altro. Andatevi a leggere l'articolo e scrivetemi che cosa ne pensate.

1 luglio 2009

L’Oice Valle d’Aosta in Kuwait, Qatar e Bahrain

Con un po' di ritardo (la nota è di oggi) ho scoperto che l’Oice Valle d’Aosta ha partecipato dal 23 al 27 maggio scorso alla missione in Kuwait, Qatar e Bahrain organizzata dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili ANCE e dall’OICE Organizzazione delle società di ingegneria affiliata a Confindustria.

La delegazione italiana era composta da 30 rappresentanti di 22 imprese operanti nel settore dell’edilizia e per l’OICE Valle d’Aosta era presente la Sitec engineering srl, società d’ingegneria e architettura di Aosta.

L’iniziativa, coordinata dall’ufficio ICE di Roma, dalle Ambasciate d’Italia e dai Ministeri locali, aveva come obiettivo di presentare le specificità delle imprese italiane (costruttori e progettisti) ai potenziali partner locali nell’ambito delle grandi opere e infrastrutture.

Durante ciascuna visita si sono svolti incontri con i Ministri dei Lavori Pubblici, con i rappresentanti delle Associazioni imprenditoriali, con i Dirigenti dei Fondi Sovrani nazionali e con gli amministratori delle tre capitali Doha, Kuwait-City e Manama. Ogni visita si è conclusa con una serata conviviale presso le residenze degli ambasciatori italiani, alla presenza dei rappresentanti più significativi delle imprese e delle società professionali presenti nell’area.

I rappresentanti della Sitec che hanno partecipato alla missione, arch. Alder Tonino, ing. Corrado Trasino, arch. Sandro Grisenti e arch. Igor Tonino, hanno ritenuto particolarmente significativo il workshop organizzato presso la sede della Kuwait Society of Engineers (KSE) durante il quale le società italiane hanno potuto confrontarsi e colloquiare con i possibili partner locali. Chissà se qualcuno dei diretti interessati ha voglia di raccontarci quali potrebbero essere i possibili sviluppi di questa mission...

La nota ricorda - direi soprattutto ai più distratti - che pur essendo un paese di dimensioni limitate, gli Emirati Arabi vantano un reddito procapite fra i primi 20 al mondo ed uno dei settori trainanti dell'economia locale, dopo il petrolifero, è quello delle costruzioni. Per le aziende in grado di offrire prodotti e tecnologie ad elevato contenuto qualitativo è quindi il momento adatto ad affacciarsi su questi mercati.
 

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