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27 dicembre 2019

Laurent Vicquèry (#Valfidi): «Confidi unico? Occasione perduta»


Questa settimana proponiamo l'intervista a Laurent Vicquéry, Presidente di Valfidi.


Come è stato il vostro 2019…
E' stato un anno intenso e produttivo come è sempre d'altronde quando si lavora con energia. I conti
al 30 novembre ci dicono che è stato un anno interessante in cui Valfidi ha dimostrato di essere sul territorio, sempre solido. Quest'anno abbiamo erogato oltre 20 milioni di garanzie e abbiamo stock per 85 milioni di, quindi oltre 100 milioni di attività finanziaria. La qualità del credito vede un valore di bonis al 91%, sostanzialmente abbiamo in pancia posizioni solide. Nel 2019 abbiamo siglato ad aprile un accordo con Ascomfidi NordOvest che ha già permesso al luglio di quest'anno du far rientrare le imprese del commercio che nel 2015 avevano scelto di trasferire le garanzie sul Piemonte, un'operazione estremamente interessante perchè permette a queste imprese di essere seguite in maniera più puntuale e rafforzare il sistema del credito nel suo complesso. E poi quest'anno per la prima volta da quando Valfidi è vigilata c'è stata una ispezione di Banca d'Italia. Una ispezione che come è consuetudine è durata 8 settimane e che ci ha permesso di avere un'analisi molto puntuale della nostra struttura, delle nostre modalità operative, del piano strategico che stiamo adottando. Il clima con gli ispettori è stato cordiale e ora aspettiamo il loro verbale da qui a 60 giorni.

Prospettive per il 2020?
Come ho detto prima le imprese hanno cominciato a rientrare dal mese di luglio. Il prossimo anno ci sarà il vero e proprio conferimento di ramo d’azienda da parte di Ascom Fidi Piemonte. Chiudiamo così un processo che non era assolutamente né scontato né banale. Alla fine riporteremo in Valle d'Aosta circa 16 milioni di garanzie, un volume piuttosto significativo, ma soprattutto più di 800 imprese. Per Valfidi vorrà dire registrare più di 4.000 soci, un numero importante se calcoliamo che in Camera di Commercio sono iscritte circa 12.000 aziende. Questa è una operazione che rafforza il sistema del credito della Valle d’Aosta facendo in modo che tutte le microimprese potessero lavorare con un unico confidi. Era un buon avvio per il Confidi unico.

Nei giorni scorsi c'è stata una conferenza con titolo e sottotitolo molto chiaro: “Il Confidi perduto. Un’opportunità sciupata per il sostegno del tessuto economico valdostano”…
Valfidi e Confidi Valle d'Aosta – è cosa nota – stavano lavorando per addivenire ad un Confidi unico che era assolutamente la soluzione più naturale per un piccolo territorio come la Valle d'Aosta che ha caratteristiche molto specifiche e utile per il territorio. Valfidi e Confidi firmano nell'ottobre 2015 un accordo per arrivare a questo obiettivo e consegnano questa dichiarazione di intenti a Banca d'Italia che quindi certifica l'operazione. Confidi Valle d'Aosta ha scelto un'altra strada. Ha abbandonato il tavolo di confronto senza informare Valfidi che ha scoperto attraverso gli organi di stampa l'esistenza di un partner toscano con cui Confidi Valle d'Aosta avrebbe intrattenuto dei rapporti. Di conseguenza è morta una delle ipotesi di aggregazione perchè una delle due parti ha abbandonato il tavolo.


Quindi per voi la scelta di albergatori e industriali di Confidi Centro è un errore? Perché?
Ci lascia molto perplessi perchè a nostro avviso si va ad indebolire il sistema valdostano del credito. A noi sembra sbagliato il timing. L'idea di uscire dalla Valle d'Aosta poteva essere interessante ma per noi si poteva fare dopo una fusione valdostana con un Confidi molto più strutturato, più patrimonializzato, più forte e che presidiasse bene il territorio della Valle d'Aosta. Fatto in questo modo ci sembra di rivedere un film già visto cioè l'aggregazione dell'ex Confidi CTS con Ascomfidi Nord Ovest in cui c'era stata molta premura di andare all'esterno e ora dopo cinque anni stanno rientrando.

Il mantenimento della sede legale e opertaiva in Valle d’Aosta quindi per voi non è un elemento sufficiente. Rispetto all'operazione si tratta di un elemento nuovo. Il Confidi Valle d'Aosta non esce dalla Valle ma acquisisce...
Vedremo il tempo cosa ci dirà. Tuttavia le lettura che noi facciamo è che non è detto che il mantenimento della sola sede legale in Aosta possa significare che il centro decisionale rimanga in Aosta. Siamo un po' timorosi perchè ci rendiamo conto che in Toscana, da quello che sappiamo, c'è un Confidi molto forte, molto strutturato e anche con delle imprese e delle associazioni industriali che hanno un altro peso rispetto alle nostre. Magari tutto funzionerà benissimo, glielo auguro davvero tuttavia per noi sarebbe stato meglio prima raggruppare le imprese sul teritorio e poi esplorare il mercato nazionale.

A questo punto qual è lo scenario possibile per Valfidi?
Naturalmente Valfidi non è mai rimasta immobile. Era intuibile che il tavolo di lavoro zoppicasse un poco. Abbiamo già delle altre opzioni su cui si sta lavorando e ora stiamo dando attuazione a tutte le attività necessarie per arrivare comunque in autonomia ai 150 milioni di attività finanziarie, indispensabili per rimanere vigilati secondo la normativa di Banca d'Italia. Nessuno scossone per noi. Si adatteranno delle soluzioni diverse e ci rammarichiamo che quella che sembrava la soluzione più naturale sia venuta meno.

E’ chiaro che non intendete aprire trattative con il nuovo soggetto. E’ corretto?
Le vie si sono momentaneamente divise. La soglia di 150 milioni è il nostro obiettivo. D'altra parte dobbiamo capire come si svilupperà la nuova aggregazione. I binari per ora sno separati. In futuro vedremo.

L'amministrazione regionale al momento no ha detto nulla sul nuovo scenario...
Per quanto riguarda Valfidi con l'Assessore Testolin c'è un ottimo rapporto e anche con Aggravi in precedenza. Quello che forse è mancato è un intervento più pronto, più specifico sui Confidi per garantire un Confidi vigilato forte così come abbiamo visto fare in altre regioni, ad esempio il Trentino e il Friuli Venezia Giulia, dove l'amministrazione ha effetivamente preso in carico la questione e ha aiutato ad arrivare a fusioni di peso.

Non temete che in futuro l'Europa alzi queste soglie. Del resto si sa l'Italia è un anomalia rispetto agli altri stati dove il numero dei Confidi è estremamente ridotto. In futuro una aggregazione potrebbe diventare obbligatoria...
Noi siamo sempre disponibili al dialogo. Abbiamo a cuore le imprese non i singoli Consigli di amministrazione. Detto questo l'analisi è corretta ma anche in Italia il percorso è tracciato. In cinque anni si è passati da 65 a 36 Confidi. E si ridurranno ancora. Occorre ragionare un passo alla volta. Oggi la soglia è 150 milioni e dobbiamo arrivare lì ed essere pronti ad un eventuale obiettivo diverso che proporrà Banca d'Italia. A maggior ragione l'anomalia è quella attuale di due Confidi valdostani molto piccoli su un territorio come il nostro. Quindi, lo ribadisco, mettersi insieme prima sarebbe stata una buona idea.

Un sogno per il mondo del credito da realizzare?
Credo sia un sogno molto concreto e a portata di mano. Quello di un Confidi valdostano con 150 milioni di attività finanziarie in grado di sostenere le imprese del territorio. Un progetto per noi da chiudere assolutamente entro il 2021. 

14 novembre 2019

Massimo Lattanzi: #BancaMediolanum da 30 anni al fianco dei valdostani


Questa settimana proponiamo l’intervista a Massimo Lattanzi,  con cui ricordiamo i 30 anni di Banca Mediolanum in Valle d’Aosta.

Un anniversario importante. Come è nato tutto?  
E’ nato come nascono molte imprese. Da una visione, un progetto industriale nuovo in un contesto di cambiamento, un’illuminazione di una grande imprenditore Ennio Doris che vide attraverso il suo lavoro di consulente la necessità di inventare un nuovo modello di banca e di lanciarlo sul mercato

Lei era già in Mediolanum agli inizi anche a livello nazionale. Cosa ricorda? 
sono cambiati i consumi nel vostro settore?
Ricordo che quando mi proposero di iniziare questa avventura, in particolare per la Valle d’Aosta, eravamo in un contesto totalmente diverso: gli istituti bancari erano quelli che da 500 anni governavano il mondo, la fiducia dei risparmiatori nei confronti delle banche era ai massimi livelli. Gli strumenti finanziari che mia mamma trovava in banca soddisfavano i bisogni delle famiglie e, quindi, immaginare un così grande cambiamento a distanza di 30 anni dopo e dire facciamo di quel cambiamento che sta arrivando qualcosa che possa aiutare i risparmiatori fu una proposta che mi affascinò molto. Da lì iniziò con entusiasmo e passione, insieme ad altri colleghi e collaboratori, l’avventura di portare Mediolanum in Valle d’Aosta con questa idea innovativa di essere non solo una banca di prodotti per il cliente, ma un punto di riferimento della consulenza.

Cosa significa fare oggi credito in Valle d’Aosta?
Significa fare una parte di quello che una Banca dovrebbe fare, cioè occuparsi di un settore che può essere di credito per il consumo o per le imprese. Noi dobbiamo ricordare che in questo momento stiamo vivendo una era epocale. I tassi di interesse sono i più bassi da sempre, cioè da quando esiste il tasso di interesse. Addirittura in certi casi sono negativi come sappiamo dai giornali. Quindi oggi dare credito significa dare dei servizi che permettono alle persone di realizzare i loro bisogni, i loro sogni, comprarsi la casa, magari finanziare l’impresa. Ma fatto in un contesto di tassi bassi va fatto con grande oculatezza. Non dobbiamo mai dimenticare che un istituto di credito presta i soldi degli altri clienti che hanno posto fiducia in quella Banca e hanno depositato presso l’Istituto le loro risorse. L’abbassamento dei tassi di interesse impone e in più la BCE con l’organo di sorveglianza impongono delle relazioni molto più attente, più puntuali su chi può restituire il credito che viene erogato. Ma il credito è soltanto uno degli asset che l’Istituto oggi dovrebbe utilizzare per soddisfare i bisogni di una famiglia e di una impresa che sono anche i più globali, più ampi, più variegati.

State facendo una importante campagna di sensibilizzazione Nazionale sulla Protezione del Capitale Umano, di cosa si tratta? 
Noi arriviamo da una storia che nasce da un consulente finanziario, Ennio Doris, che incontra un falegname il quale gli dice “signor Doris le do 10 milioni del mio patrimonio, lo faccia fruttare bene, ma si ricordi che io non mi posso permettere di ammalarmi perché non avrei i soldi per mantenere la mia famiglia”. Naturalmente si riferiva a gravi incidenti, a gravi infortuni. Dai calli delle mani di quel falegname si sviluppa l’intuizione del Presidente Doris di fare una banca costruita intorno al cliente e ai suoi bisogni. L’aspetto della produzione del reddito perché è di questo che parliamo quando ci occupiamo di una assicurazione. In questo senso il mercato è tutto da orientare in quanto il primo pensiero va alla polizza assicurativa che ci copre i piccoli infortuni, quando in realtà il vero tema che oggi va affrontato visto il contesto radicalmente cambiato, viste le liste di attesa, il costo delle badanti, della terza età, delle spese sanitarie o ancora quello che è il progetto di una famiglia, cioè creare un patrimonio per i propri figli, comprarsi una casa…Ecco tutto poi alla fine si concentra su quel reddito che mensilmente entra nella cassa della famiglia. Proteggere quel capitale umano per noi è stata dall’inizio una missione. Un approccio non all’assicurazione, ma ai bisogni di proteggere i patrimoni, le case, i redditi delle famiglie da imprevisti gravi, malattie o infortuni che possono travolgere anche i famosi 10 milioni di euro investiti che diventano nulla se succede qualcosa di importante ad una famiglia.

Come siete strutturati in Valle?
L’intuizione del Presidente Doris fu quella di non aprire decine o centinaia di filiali su tutto il territorio per poi ritrovarsi con costi impossibili da sostenere con un mercato che già con Mastricht prevedeva una riduzione dei tassi di interesse. Quindi abbiamo due family office, cioè agenzie dove è possibile ricevere la consulenza. M ai nostri clienti non hanno bisogno di andare in banca a fare le operazioni. In realtà più nessuno lo fa, ormai si fanno dal computer che sia per la famigli o per l’impresa. Noi ormai siamo il modello cui tutti un po’ tendono, cioè poche filiali con tanta consulenza dentro. Ecco perché anche in Valle d’Aosta abbiamo una struttura con una quindicina di consulenti e quindi non di impiegati che utilizzano i prodotti e i servizi che il sistema bancario e assicurativo mette a disposizione per soddisfare i bisogni delle persone. L’obiettivo è molto preciso ed è stato ribadito nell’ultima convention dal nostro Presidente: Banca Mediolanum in soli 21 anni è diventata la quarta banca di questo Paese con il più alto coefficiente di sicurezza d’Europa. Considerato il bisogno di consulenza, il cambiamento, la necessità delle famiglie e delle imprese di avere interlocutori preparati e noi lo siamo di diventare il punto di riferimento per le famiglie italiane

Lei per Mediolanum si occupa anche di formazione...
Assolutamente sì. Banca Mediolanum è l’unica Banca al mondo che ha una sua Università, la Mediolanum Corporate University, che serve come strumento di formazione di alto livello, visto che siamo in partnership con la Bocconi e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e che forma i nostri consulenti, i nostri family banker, i nostri manager, e lo fa in maniera costante, quotidiana. Tutte le settimane abbiamo le aule universitarie piene anche perché ogni settimana cambiano le regole, anche le novità mutano con grande velocità, pure i prodotti, i servizi. Quindi occorre quella competenza che è alla base di quel sapere che poi diventa poter essere d’aiuto alla famiglia o all’imprenditore.

Il vostro è studio vero e proprio…
Tutti i giorni. Io stesso negli ultimi 12 mesi ho dato 11 esami interni alla Banca perché pur essendo ai massimi livelli non si può affrontare il futuro con le armi culturali del passato. Diversamente si va incontro a grandi difficoltà.

Come intendete festeggiare l’anniversario?
Ci stiamo lavorando. Non vorrei togliere la sorpresa. Sicuramente entro la fine di quest’anno faremo un grande evento che, per ora, posso soltanto anticipare che sarà orientato ad aiutare chi è in difficoltà. Vogliamo festeggiare la fortuna che questa azienda ha avuto in questi 30 anni non dimenticando le persone che faticano ad arrivare a fine mese.

Un sogno da realizzare come Mediolanum Valle d’Aosta?
Ogni impresa si pone degli obiettivi. Noi abbiamo l’obiettivo molto grande di diventare il punto di riferimento per tutte le famiglie italiane e quindi anche in Valle d’Aosta. Oggi siamo la quarta banca del Paese ma con un piccolo numero di clienti di conseguenza c’è un enorme spazio per il tipo di offerta che noi oggi proponiamo cioè la partnership con il cliente, il sedersi al tavolo e ragionare sui cambiamenti di vita, sull’invecchiamento della popolazione, sul futuro dei nostri figli, sul mantenimento del tenore di vita. Sono tutti processi che si possono affrontare non con una banca tradizionale, ma con una che nella sua storia ha fatto della consulenza il cavallo di battaglia. Questo è il nostro approccio, questa è a nostra missione: essere utili alle famiglie valdostane per la pianificazione del loro futuro.



24 ottobre 2019

Massimo Lattanzi (#Mediolanum): ospite il 25 ottobre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 25 ottobre, alle 10, quinta puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Massimo Lattanzi, family banker di Medilanum, fra i fondatore della sede valdostana che compie 30 anni.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Pierre Noussan, Presidente del Confidi Valle d'Aosta.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

17 ottobre 2019

Pierre Noussan (#ConfidiValledAosta): ospite il 18 ottobre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 18 ottobre, alle 10, quarta puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Pierre Noussan, Presidente del Confidi Valle d'Aosta. 

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Paolo Contoz dell'omonima azienda che commercia prodotti petroliferi.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

25 giugno 2019

#CogneAcciaiSpeciali emette nuovo Minibond da 15 milioni di euro


Cogne Acciai Speciali S.p.A., tra i leader mondiali nella produzione e distribuzione di prodotti lunghi in acciaio inox, al carbonio e legati con sede legale e principale unità produttiva ad Aosta e stabilimenti in Cina, Svizzera e Messico, ha emesso un nuovo Minibond da 15 milioni di euro che è stato sottoscritto per 10 milioni da Cassa Depositi e Prestiti, anchor investor dell’operazione, e per la restante parte da Iccrea BancaImpresa (la Banca corporate del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea) e, in misura minoritaria, da altri investitori.

Il Minibond sarà quotato all’ExtraMOT Pro di Borsa Italiana, segmento dedicato alla quotazione di obbligazioni destinate ad investitori istituzionali. L’operazione, riservata unicamente ad investitori professionali, ha una durata di 7 anni (fino a giugno 2026) con rimborso amortising a partire da dicembre 2021 e cedola annua del 3,5%.

Le nuove risorse andranno a supporto degli investimenti in tema di prevenzione e miglioramento della qualità dell’aria, contemporaneamente agli interventi a supporto della crescita. In particolare per il 2019 sono previsti nell’area Acciaieria due importanti investimenti diretti in tema ambientale che prevedono la realizzazione di una cabina fonoassorbente (dog house) per l’abbattimento delle emissioni sonore e l’ampliamento della cappa di aspirazione del convertitore AOD e delle relative tubazioni per il miglioramento delle emissioni diffuse.

Gli investimenti previsti nel 2019 per le attività di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni di Co2 si focalizzano invece sulla sostituzione dei bruciatori di vecchia generazione attualmente utilizzati con bruciatori moderni ad alto rendimento, che permettono risparmi di consumo di gas naturale di oltre il 50% rispetto ai bruciatori installati e sull’aggiornamento dei sistemi di taglio ad ossigeno consentendo di diminuire il consumo di combustibile utilizzato nell’attività.

Il Gruppo Cogne Acciai Speciali, presieduto da Giuseppe Marzorati, opera dal 1916 ed impiega più di 1.400 dipendenti, con un indotto di almeno 400 persone. Lo stabilimento produttivo di Aosta è la principale realtà industriale della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Il Gruppo Cogne ha chiuso il 2018 con oltre 600 milioni di euro di ricavi, un ebitda di 60,4 milioni di euro ed un indebitamento finanziario netto di 85,4 milioni. Banca Finint e ADB Corporate Advisory hanno svolto rispettivamente il ruolo di arranger e advisor dell’operazione.

Lo studio legale Simmons&Simmons ha agito in qualità di deal legal counsel e advisor legale degli investitori. Lo studio legale NCTM ha invece svolto il ruolo di advisor legale della società emittente.
«I proventi derivanti dall’emissione - ha dichiara l'Amministratore Delegato Monica Pirovano - verranno impiegati per supportare l’importante programma di investimenti previsti nel Piano  Industriale 2019-2023 a sostegno della crescita organica e del continuo sviluppo tecnologico per affiancare ai consolidati settori dell’Automotive, del Power Generation e dell’Oil & Gas, quello strategico dell’Aerospace».

«Con questa operazione - ha commentato Nunzio Tartaglia Responsabile CDP Impresesupportiamo un'eccellenza italiana nella realizzazione di un piano di efficientamento energetico dalla forte connotazione ambientale. Un investimento, quindi, in sintonia con il nostro Piano Industriale, orientato allo sviluppo sostenibile delle imprese italiane. Grazie all'utilizzo di uno strumento innovativo come il Minibond, insieme ad altri investitori professionali possiamo sostenere il programma di crescita dell'azienda».

Per Simone Brugnera, Responsabile Area Minibond di Banca Finint «Cogne Acciai Speciali ha intrapreso un apprezzabile percorso sul mercato dei capitali. Con questa seconda emissione ha deciso di riproporsi nuovamente sul mercato ottenendo condizioni più favorevoli: i risultati che l'azienda ha ottenuto negli ultimi anni hanno riscontrato la fiducia di un partner finanziario di elevatissimo standing come Cassa Depositi e Prestiti, che con questa emissione ne consentirà la progressione sul mercato dei capitali a garanzia della continuità dell'importante percorso di crescita aziendale».

8 giugno 2019

#BancaPassadore: cresce la raccolta diretta


Il 16 maggio si è tenuta l’Assemblea della Banca Passadore & C. per l’approvazione del bilancio dell’ esercizio 2018, il 131° dalla fondazione della Banca. I principali dati del bilancio approvato sono riportati nel seguente prospetto con la variazione rispetto all’esercizio precedente:

Raccolta diretta
2.833 milioni 
+9,9%
Impieghi
1.701 milioni
+0,4%
Depositi titoli
4.682 milioni
+1,7%
Utile netto
16,7 milioni
+2,1%

Il totale delle masse amministrate sale a 7 miliardi e 515 milioni mentre, il risultato dell’esercizio, il migliore della storia della Banca, determina un indice di redditività (RoE) pari al 9,15% tra i più alti del sistema bancario. L’Assemblea ha approvato la distribuzione di un dividendo unitario di euro 0,30, equivalente a quello del precedente esercizio.
Il rapporto crediti deteriorati sul totale dei crediti scende al 2,24% senza che la banca abbia mai effettuato alcuna cessione di NPL.

Il coefficiente patrimoniale “CET 1 ratio” è pari al 13,15%, ampiamente superiore al corrispondente coefficiente di capitale richiesto dalla Banca d’Italia.
Prosegue il piano di espansione territoriale: dopo l’apertura, nel 2018, della Filiale di Portofino e il trasferimento nei nuovi locali della Agenzia di Genova-Molassana, divenuta la più grande della città, è previsto entro pochi mesi l’insediamento della Filiale di Alba nei nuovi prestigiosi uffici collocati in pieno centro. Nel piano strategico recentemente approvato è stata prevista  l’apertura di un nuovo punto operativo nel nord-est dell’Italia, che si andrà ad aggiungere ai 24 già esistenti in 7 Regioni e 17 città.

La Banca ha altresì avviato un importante programma di investimenti nel campo della digitalizzazione finalizzato a sfruttare appieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie nell’ambito del sistema informativo interamente sviluppato in proprio. In particolare, nel campo fintech, con la recente attivazione di Apple Pay, la Banca è tra le poche in Italia a poter offrire ai propri clienti l’intera gamma degli strumenti di pagamento tramite smartphone, particolarmente apprezzati dai giovani. A questi ultimi la Banca si rivolge nella sua qualità di main sponsor dell’ evento “We’re Back”, (a Genova il prossimo 8 giugno, con il patrocinio del Comune e della Regione) il quale, grazie  al contributo di speaker di successo, si propone di incoraggiare il rientro in Italia dei giovani talenti trasferitisi all’estero.

Nel primo trimestre del 2019, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la Banca registra un’ulteriore sensibile crescita della raccolta diretta (+14,6%) ed indiretta (+ 9,5%); gli impieghi risultano in linea con l’anno precedente. Il risultato netto del trimestre sale a 5 milioni e 54 mila euro, uno dei migliori di sempre, e lascia prevedere un utile per l’intero esercizio altrettanto positivo rispetto a quello del 2018.

30 maggio 2019

#Credito: accordo tra #Valfidi e #Ascomfidi Nordovest

L’approvazione del bilancio dell’esercizio 2018 è stata al centro dell’Assemblea Ordinaria dei soci di Valfidi, convocata per martedì 21 maggio. Ma non solo. Il Presidente Laurent Vicquéry, presentando la Relazione del Consiglio di Amministrazione, ha messo in evidenza il percorso che il confidi dovrà effettuare nei prossimi 2 anni per raggiungere la soglia dei 150 milioni di Euro di attività finanziarie necessaria per mantenere l”iscrizione nell'Albo Unico ex art. 106 del TUB degli Intermediari Finanziari.

In proposito Vicquéry ha informato i presenti «circa l”accordo sottoscritto con Ascomfidi Nordovest che permetterà alle imprese valdostane del settore commercio, oggi supportate dal confidi piemontese, di tornare a beneficiare dei contributi in conto interessi e di mantenere i costi delle 
garanzie contenuti. Un accordo che può portare Valfidi a fare un importante passo avanti nel percorso di raggiungimento della soglia dei 150 Milioni di euro e rilancia la necessità di riprendere il dialogo con Confidi Valle d’Aosta per un percorso aggregativo a livello regionale».

Il Presidente ha posto l'accento sulle profonde differenze tra la realtà economica valdostana e quella delle altre regioni d’Italia, sulle importanti disparità tra l’operatività dei confidi valdostani rispetto ai confidi di altre regioni e sulle possibili sinergie tra i confidi valdostani, invitando a ulteriori riflessioni chi oggi sta valutando come prioritarie le soluzioni aggregative con confidi extra regionali, sottolineando come in passato quelle stesse scelte non abbiano prodotto risultati apprezzabili.

Ma veniamo ai numeri di Valfidi. 3.276 soci ordinari costituiti da imprese e professionisti e 7 soci sovventori. Nel corso del 2018 sono stati ammessi alla cooperativa 107 nuovi soci e ne sono fuoriusciti per recesso, decadenza o esclusione 84 soci. Al 31/12/2018 lo stock complessivo di garanzie ammonta ad euro 83.569.609 a cui corrispondono 184.339.000 di euro di finanziamenti e affidamenti attivi garantiti. Nel corso del 2018 Valfidi ha erogato 22.418.515 euro di nuove garanzie
corrispondenti ad Euro 41.459.000 di nuove linee di credito concesse dalle banche convenzionate.
Le garanzie in bonis rappresentano il 91% del totale, le garanzie deteriorate il 9%, di cui il 6,85% sono garanzie relative a pratiche a sofferenza presso le banche. Nel 2018 è proseguito il calo dell’indice di ingresso a deteriorato, con un miglioramento della qualità del credito, a dimostrazione del calo delle posizioni problematiche. Il patrimonio netto della società ammonta ad oltre 12.691.000 euro.

Nel commentare i numeri sopra riportati «Va evidenziato, - ha spiegato il Direttore Roberto Ploner
- come sia cresciuto l'importo delle nuove garanzie rilasciate nell'anno rispetto agli anni precedenti,
con una conseguente crescita dello stock di garanzie in bonis di 627.000 Euro (+0,83%). Positivo
anche il dato delle garanzie deteriorate in calo del 7% rispetto all’anno precedente. Le posizioni
classificate in stato deteriorato si attestano al 9% del totale del portafoglio garanzie, un dato questo al di sotto rispetto alle percentuali che rileva la Banca d”Italia sul sistema del credito in Valle d’Aosta, in particolare sul target delle micro e piccole imprese. Questi dati confermano come Valfidi in questi anni non abbia fatto mancare il suo sostegno alle imprese, soprattutto a quelle che ne avevano maggiore necessità, attingendo anche a risorse pubbliche, ad esempio il fondo di Garanzia per le PMI, idonee a mitigare il rischio di credito».

23 maggio 2019

Assemblea #BCCValdostana


Si svolgerà venerdì 24 maggio, a partire dalle 17, presso la sala conferenze della BCC di Gressan, in Fraz. Taxel 26, l’Assemblea ordinaria della BCC Valdostana. All’incontro sono convocati i quasi 10.000 soci dell’Istituto per deliberare sui cinque punti all’ordine del giorno. Oltre alla presentazione e approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018, l’ordine del giorno prevede la
determinazione dell’importo del sovrapprezzo, l’approvazione delle politiche di remunerazione e incentivazione, la risoluzione consensuale dell’incarico di revisione legale e l’informativa in merito all’adozione del Regolamento di Gruppo per la gestione delle operazioni con soggetti collegati. Ad aprire l’assemblea sarà la relazione del presidente di BCC Valdostana Davide Adolfo Ferré, che ripercorrerà gli importanti eventi che hanno caratterizzato il 2018, con particolare riferimento al cambiamento del modello di business, nonché i cambiamenti determinati dall’entrata di BCC Valdostana nel Gruppo bancario di Cassa Centrale Banca, costituito da 84 banche di credito cooperativo e casse rurali su tutto il territorio italiano.
Sarà, inoltre, presentato il percorso di consolidamento e risanamento della struttura della BCC Valdostana concordato con Cassa Centrale Banca, che ha portato anche al ripensamento della presenza sul territorio regionale della banca, alla conseguente riorganizzazione delle filiali, anche in risposta al crescente utilizzo dell’internet-banking e alla crescita dei servizi di consulenza sui prodotti offerti dall’istituto.

«Una BCC Valdostana più forte, più protetta, più solida e con una prospettiva di crescita ben pianificata. Su questi aspetti e molti altri abbiamo lavorato nel corso del 2018, attraverso la costruzione di un percorso di risanamento e consolidamento che ci permette, già dal 2019, di guardare avanti positivamente – ha dichiarato il presidente Ferré – Sono questi gli elementi che avremo modo di presentare e spiegare ai nostri soci nel corso dell’Assemblea. Elemento importante è che cresce per BCC Valdostana l’indicatore della solidità patrimoniale passato dall’8,04% del 2017 al 9,34% al 31.12.2018, e che nel primo trimestre 2019 si è attestato al 9,94%».

Le principali componenti patrimoniali vedono un mantenimento sostanziale della raccolta complessiva (oltre 800 mln. €) che evidenzia un miglioramento sul profilo di concentrazione, un miglioramento del comparto Crediti dove migliora la componente deteriorata con una diminuzione del 22% rispetto al 2017 e un aumento della copertura che sulle sofferenze passa dal 54% del 2017 al 63% nel 2018. Con riguardo alle componenti economiche, migliorano i ricavi caratteristici (+510mila € interessi e commissioni), i proventi di gestione (+ 883mila €) ma soprattutto il costo del credito si riduce a 4,8 mln (-75% rispetto al 2017) e le spese amministrative sono in concreta riduzione. Ultimo aspetto è l’efficientamento della rete distributiva, con la creazione di tre aree commerciali (alta, media e bassa valle), di filiali “madri o hub” in grado di soddisfare tutte le esigenze della clientela e filiali “figlie o spoke” che ne garantiscono le esigenze operative e con una rivisitazione della presenza delle filiali sul territorio in quanto, con l’adesione alla Capogruppo, la BCCV ha esteso la competenza territoriale al 99% dei comuni valdostani.

23 marzo 2019

#ProImpresa 9 : Finanziamento per le PMI, aperto il bando della nuova #Sabatini (#crosa09)

La rubrica ProImpresa di Edda Crosa è pubblicata tutte le settimane sul Corriere della Valle d'Aosta.

480 milioni di euro messi a disposizione, dal 7 febbraio scorso, con il bando della Nuova Sabatini che facilita l’accesso al credito delle micro e piccole e medie imprese, comprese le start up, e sostiene gli investimenti sia per acquistare, sia per acquisire in leasing. È un finanziamento erogato da banche
e intermediari aderenti ad un Addendum del Ministero dello Sviluppo economico, con un contributo del Ministero stesso sugli interessi. Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca; sono escluse le attività finanziarie e assicurative, quelle connesse all’esportazione e gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

I beni acquistati o acquisiti in leasing, anche da fornitori esteri, devono essere nuovi; sono escluse le spese relative a terreni e fabbricati, a beni usati o rigenerati o per mera sostituzione; a spese per pubblicità e le promozioni di qualsiasi genere, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti” e a quei componenti o parti di macchinari che non hanno un’autonomia funzionale
o che riguardano costi relativi a commesse interne. Sono ammesse le spese per l’acquisto di serre, a condizione che possano essere considerate impianti, di impianti di cogenerazione, mini eolico e microgeneratore, per le imprese che svolgono attività diverse dalla produzione di energia, e l’acquisto
di software di base, in quanto riconducibile alle immobilizzazioni materiali.

L’acquisto può essere interamente coperto dal finanziamento bancario e deve essere compreso tra i 20mila e i 2 milioni di euro. Il contributo del Ministero è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni, comprensiva di un periodo di preammortamento o di prelocazione non superiore a dodici mesi, e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti
ordinari e al 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali (industria 4.0).

Il contributo è erogato dal MISE in quote annuali, una volta l’anno; è concesso nei limiti dell’intensità di aiuto massima concedibile in rapporto agli investimenti previsti dai regolamenti comunitari di settore ed è cumulabile con altri aiuti pubblici concessi per le medesime spese. La richiesta di finanziamento va fatta alla banca o all’intermediario finanziario, insieme alla domanda di accesso al contributo ministeriale. Il finanziamento può beneficiare di tutti gli interventi di garanzia, pubblici e privati, compresi quelli dei Confidi e può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, richiesto dalla banca/ intermediario o dal Confidi che rilascia la garanzia.

Le specifiche tecniche per accedere al finanziamento si trovano sul sito del MISE 
https://www.mise. gov.it/index.php/it/incentivi/i mpresa/beni-strumentali-nuovasabatini.

31 gennaio 2019

Pierre Noussan (#ConfidiValledAosta): «Siamo un partner finanziario dell'imprenditore»

Pierre Noussan
Questa settimana proponiamo l'intervista a Pierre Noussan, Presidente del Confidi Valle d’Aosta.

Cosa possiamo dire sul 2018 del vostro Confidi? Diamo un po’ di numeri?
Il nostro Consorzio che ha una lunga storia ha ormai raggiunto i 1000 soci. Parlando di numeri parliamo anche di garanzie. Il nostro Consorzio ha come missione aggiungere la nostra garanzie all'importo che il nostro socio assume in qualità di debito all'interno della banca e nel nostro caso si tratta di 70 milioni di garanzie date, cioè un volume che supera i 150 milioni in quanto noi garantiamo il 50%. Per quanto riguarda il patrimonio che rappresenta la principale leva finanziaria su cui noi diamo alle banche la certezza di avere in caso di insolvenza la quota che noi garantiamo si tratta di 20 milioni, cioè una leva assolutamente importante. Con due parametri che rappresentano la qualità del garante e della nostra Confidi. Il primo è il CET 1, acronimo di Common Equity Tier 1, indice che dice quanto vale il nostro consorzio. Noi siamo al 33% quando la legge prevede un minimo dell'8%. Noi siamo, dunque, certamente, fra i migliori consorzi di Italia.

Ormai la fusione albergatori e industriali è completa...
C'è stato un percorso. Prima le realtà erano più variegate poi man mano c'è stato un processo di aggregazione che sta caratterizzando tutto il mondo finanziario. E così cinque anni fa c'è stata questa fusione tra albergatori e industriali che, a nostro avviso, si è rivelata particolarmente fortunata - e non sempre è così – perché ha permesso di unire persone che avevano la stessa cultura, la stessa mentalità per affrontare il lavoro da svolgere. Un caso insomma di win-win. Tutti ne hanno tratto vantaggio: i nostri soci, la compagine degli albergatori e degli industriali. All'interno del nostro CDA c'è l'espressione di queste due anime, ma va detto che sempre di più la Confidi si allarga sia come numeri che come settori merceologici a categorie con una storia diversa.

Il buon momento del turismo ha avuto anche delle ricadute sulla vostra attività?
Certamente. Il turismo rappresenta oggi il comparto che nei prossimi anni avrà un trend di crescita costante. Il lavoro da fare sempre di più è quello di dare a tutte le strutture che vogliono ampliare i propri servizi ricettivi la capacità finanziaria per fare quegli investimenti e proseguire in quell'adeguamento, miglioramento per un turista sempre più esigente alla ricerca di effetti speciali nella sua vacanza. E la Valle d'Aosta ne ha tanti. Noi dobbiamo accompagnare una crescita naturale verso un mercato che potrà darci soltanto soddisfazioni.

Avete avviato una intensa campagna di comunicazione: come mai?
La comunicazione ormai ha una rilevanza sempre maggiore. E' chiaro poi che ci devono essere contenuti. Ecco perché anche noi abbiamo sentito l'esigenza di dotarci di un nuovo logo che offrisse una immagine più moderna, un look più caldo, più famigliare, e trasmettere l'idea, come noi siamo sempre stati con i nostri soci, che siamo dei partner, non voglio dire una famiglia, ma sicuramente un gruppo di persone che condividono obiettivi. Di qui la scelta di alcuni volti per promuoverci che oltre nelle pubblicità compaiono anche in un calendario dove i 12 mesi dell'anno vedono protagonisti 12 imprenditori e la loro attività. Come dire loro, imprenditori, sono il vero motore di questa regione e rappresentano il nostro futuro.

In Valle d’Aosta due Confidi, nonostante tutto la situazione sembrerebbe essersi stabilizzata...
La domanda è legittima ed è giusto che ci sia una risposta altrettanto chiara. Premesso che abbiamo sempre sviluppato mercati diversi. Noi ci siamo sempre occupati di realtà corporate rispetto ad un retail che era la richiesta dei 3000-4000 euro, cioè importi un po' più bassi. L'obiettivo rimane sempre quello della fusione. E' una richiesta che arriva dal sistema di Banca d'Italia che vuole strutture alte, certamente oggi le nostre due realtà sono efficienti, capaci di creare valore quindi se non avessimo potrebbero avere un'identità autonoma. Per arrivare alla fusione devono essere rispettati degli indici, delle patrimonialità che i due confidi non hanno in pari misura. Noi riteniamo che all'interno di una funzione debba esserci una importanza maggiore nella governance per chi porta più capitale, più patrimonio

Ipotizziamo che in ascolto ci sia un imprenditore che non ha mai fatto ricorso ad un Confidi. Che cosa può ottenere da voi?
Diventare socio vuol dire appartenere ad una organizzazione forte, capace. Ed è un vero partner finanziario dell'imprenditore. L'imprenditore ha un progetto, ha bisogno di liquidità, ha una esigenza finanziaria, rivolgendosi a noi può avere immediatamente da parte degli istituti di credito con cui opera o segnalati da noi condizioni più favorevoli, un'assistenza per modulare al meglio il prodotto di cui ha bisogno dopodiché, appartenendo alla Confidi, abbiamo il diritto di riconoscere al nostro associato un contributo che la Regione mette a disposizione in termini di investimenti. Riassumendo c'è un vantaggio in termini di pricing, di assistenza e un aiuto. C'è anche da parte nostra il servizio del Medio credito centrale, linee di finanziamento nazionali, e anche nei momenti di difficoltà e di crisi, purtroppo abbastanza frequenti, siamo in grado di assistere il nostro associato se deve affrontare una crisi di liquidità e fare in modo che non vada in affanno e verso una terra di non ritorno.

Come è il rapporto con le banche?
Sono la terza gamba del tavolo. Fondamentali sia perché sono loro stesse a chiedere all'imprenditore di poter aggiungere la nostra garanzia in modo da poter essere più competitivi e aumentare la quantità di denaro da mettere a disposizione. Certamente oggi nel mondo del credito stiamo assistendo ad un mondo che sta cambiando in maniera velocissima. La Confidi invece è una certezza. Noi offriamo anche informazioni che le banche non hanno più sia perché dispongono di personale ridotto e spesso utilizzano mezzi informatici rispetto alle conoscenze che noi possediamo della località e dei singoli imprenditori.

Previsioni per il 2019?
L'obiettivo di tutti oggi è crescere, ovviamente in termini qualitativi. Per noi si tratta di crescere sul fronte delle garanzie potendo scegliere quelle che potranno essere onorate alle scadenze. Ci stiamo allargando anche sul vicino canavese in quanto c'è una domanda, ci sono situazioni molto interessanti per sostenere un'economia che ormai non finisce più in Valle. Tutti coloro che fanno impresa guardano anche all'esterno. Chi fa bene raccoglierà dei frutti. Certamente oggi la sezione è molto forte.

L'economia valdostana potrà crescere?
Lo spazio c'è. Io continuo a pensare che la Valle d'Aosta possa diventare una eccellenza a tutto tondo

Un sogno come Presidente di Confidi da realizzare?
Il sogno è quello di costruire un piano strategico all'interno non soltanto del nostro gruppo ma coinvolgendo Confindustria, Adava e tutte quelle organizzazioni imprenditoriali disposte ad investirvi tempo e denaro. Un piano in tre step: a due anni, a cinque e a 10. E individuare priorità, risorse e ruoli. Oggi gli imprenditori hanno il compito e il dovere di mettere in pista capacità, competenze e anche risorse finanziarie per costruire questo piano. Detto questo – ed è un augurio che riguarda tutta la comunità valdostana - occorre però anche che ci sia più stabilità politica, più competenze, più capacità di ascolto. E nell'ascoltare ci sono le soluzioni perché oggi grazie alla rete si possono trovare. Si tratta soltanto di fare un passo indietro in quelli che sono i privilegi partigiani e guardare al bene della Valle.



16 gennaio 2019

#BCCvaldostana entra a far parte di Cassa Centrale Banca, l'ottavo gruppo bancario italiano

Da sinistra il presidente Davide Ferré e il direttore generale Adriano Cesano insieme ai vertici di Cassa Centrale Banca, l'amministratore delegato Mario Sartori e il presidente Giorgio Fracalossi
Ha preso il via ufficialmente il 1° gennaio 2019 il Gruppo bancario di Cassa Centrale Banca: anche la BCC Valdostana è entrata a far parte di una rete costituita da 84 banche di credito cooperativo e casse rurali su tutto il territorio italiano, che fondano così un sistema di garanzie incrociate che consente di creare solidità e sviluppo.

Il Gruppo di Cassa Centrale banca è stato recentemente indicato da analisi indipendenti come uno dei più solidi, collocandosi intorno al 7°/8° posto a livello italiano: i numeri parlano di 75 miliardi di euro di totale attivo, con impieghi lordi per 45 miliardi di euro. La rete di 84 banche del Gruppo può contare su oltre 11.000 dipendenti e 1.500 sportelli. La scelta di formalizzare l’ingresso nel Gruppo di Cassa Centrale Banca è stata presa dall’Assemblea dei soci della BCC Valdostana il 27 ottobre 2018, punto di arrivo di un percorso avviato nel 2016 con la legge di riforma del sistema del credito cooperativo.

Lunedì 14 gennaio è stata convocata la prima Assemblea ordinaria di Cassa Centrale Banca, che ne ha eletto il Consiglio di Amministrazione: Giorgio Fracalossi è stato confermato come Presidente, mentre nella sua prima riunione il CdA ha nominato Mario Sartori come Amministratore delegato. Dei quindici componenti del CdA, dieci sono Presidenti o Direttori delle Banche di credito cooperativo aderenti: questo non può che rimarcare il tratto essenzialmente cooperativo del Gruppo Bancario. «Crediamo fortemente nella BCC Valdostana – dice Giorgio Fracalossiper il suo essere un elemento essenziale del tessuto economico della Valle d’Aosta. Per questo abbiamo scelto di affiancarla ancora prima che il Gruppo diventasse pienamente operativo: ora lavoreremo insieme per migliorarne le performance con quell’attenzione al territorio che è l’essenza stessa del nostro essere credito cooperativo».

Il consolidamento della struttura della BCC Valdostana, in un percorso concordato con Cassa Centrale Banca e con Banca d’Italia, ha portato anche al ripensamento della presenza sul territorio regionale della banca. È stata quindi messa in atto una riorganizzazione delle filiali, anche in risposta al crescente utilizzo dell’internet-banking e alla crescita dei servizi di consulenza sui prodotti offerti dall’istituto. Sul territorio sono state quindi individuate otto filiali maggiori, diventate punti di riferimento per la propria area: per l’alta valle si tratta di La Salle e Saint-Pierre, per la media valle quelle di Saint-Christophe, Gressan e le sedi aostane dell’Arco d’Augusto e di via Gramsci; per la bassa valle i punti di riferimento sono le filiali di Châtillon e Verrès.

«La rete operativa – spiega Adriano Cesano, direttore generale della BCC Valdostana è stata ripensata con il compito di sviluppare al meglio le relazioni con soci e clienti, accentrando alcuni servizi in capogruppo e presidiando il territorio in maniera più razionale anche con il rafforzamento commerciale delle aree alta valle, Aosta e bassa valle. Le filiali maggiori dovranno rispondere a tutte le esigenze della clientela, dai servizi bancari a quelli assicurativi, mentre le altre saranno più leggere e garantiranno i principali servizi di sportello».

13 dicembre 2018

Pierre Noussan (#Confidi Valle d'Aosta) ospite il 14 dicembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 14 dicembre, alle 9,35, tredicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Pierre Noussan del Confidi Valle dìAosta. 

Sul Corriere della Valle in edicola puoi trovare l'intervista a Virginio Saulle della pizzeria Anema e Core di Quart. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

31 ottobre 2018

Davide Ferré (#BCCValdostana) ospite il 2 novembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 2 novembre, alle 9,35, settima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Davide Ferré da pochi mesi alla guida della BCC Valdostana

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Alessio Nicoletta, nuovo Presidente di Coldiretti Valle d'Aosta.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

20 luglio 2018

Laurent Vicquéry: «#Valfidi è un partner degli imprenditori valdostani»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Laurent Vicquéry, titolare di Visamultimedia e da poco più di un mese presidente del Confidi Valfidi.

Come nasce la decisione di assumere la presidenza di Valfidi?
E’ un percorso in qualche modo naturale. Ho lavorato in Valfidi negli ultimi sei anni priam come consigliere e poi come vicepresidente. Valfidi è in una fase di trasformazione. Il nuovo Statuto ha imposto una riduzione di consiglieri da 13 a 7 quindi un gruppo molto più compatto che possa lavorare all’interno del Consorzio e c’era bisogno anche di un ricambio di classe dirigente. Si tratta di Chiofalo Salvatore, Fiore Davide, Fracasso Stefano, Pesando Gamacchio Massimo, Sapia Roberto, Toscano Stefano e Vicquéry Laurent. La stessa Assemblea ha poi nominato il Rag. Girardi Marco Presidente del Collegio Sindacale, i Dott. Berti Fabrizio e Paesani Federica sindaci effettivi e i Dott. Dalmasso Alessandra e Sorbara Marco sindaci supplenti. Ringrazio i miei colleghi che mi hanno voluto dare la loro fiducia e siamo assolutamente pronti a lavorare.

Il Confidi veniva da una gestione di lungo corso di Andrea Leonardi, una presidenza fortemente tecnica…
Il dottor Leonardi è stato una ricchezza per Valfidi. Ha preso in mano Valfidi in un momentod elicato e ha diretto il Consorzio per molti anni. Da lui io ho imparato moltissimo e soprattutto gli ultimi tre anni di vicepresidenza mi hanno permesso di affiancarlo nel lavoro. Cambiano le persone, le situazioni, ma non cambiano gli obiettivi di Valfidi. Uno degli elementi importanti è che Valfidi è tornato alla base imprenditoriale. Io sono piccolo imprenditore. Valfidi è la sintesi della piccola impresa artigiana e quindi avere gli artigiani a capo del proprio confidi è assolutamente motivo di orgoglio

Quali sono gli impegni del nuovo CDA?
Dare continuità all’attività del Confidi, cioè continuare a sostenere le imprese del territorio. Lo scopo di Valfidi è mutualistico. Vogliamo sostenere tutte le imprese del territorio non solo quelle artigiane, ma tutta la piccola e media impresa. E i dati di Chambre dicono che il 97% delle imprese valdostane hanno meno di 10 dipendenti. Stiamo di fatto parlando di microimprese che poi siano artigiane, del settore turistico o commerciale poco importa. Il nostro obiettivo è quello di dare sostegno a queste imprese.

Un tema di forte continuità è la convinzione della necessità di dotare la Valle d’Aosta di un unico Confidi vigilato. Un cammino molto complesso…
E’ un percorso tortuoso. Tutto il Cda è convinto della necessità di dotare la Valle d’Aosta di un unico Confidi vigilato. In Italia oggi ce ne sono 40, due in Valle d’Aosta stanno a indicare che qualcosa non funziona. E in ogni caso i limiti imposti da Banca d’Italia ci dicono che o diventiamo uno solo oppure spariamo. E sparire dalla Valle d’Aosta significa di fatto penalizzare le imprese. Arrivare ad un unico consorzio è il modo per continuare a sostenere le imprese. E il grosso sforzo che dovremo fare noi e naturalmente il Confidi Valle d’Aosta con cui abbiamo delle trattative in corso è di fare un passo in avanti, dimenticare quello che si è oggi, immaginando che domani cis arà un Confidi completamente nuovo che non sarà né l’uno né l’altro.

Sul fronte dei numeri cosa ci dice l’ultimo bilancio?
Per quanto ancora leggermente negativo, 200mila euro di perdita nell’ultimo bilancio, c’è un netto miglioramento rispetto all’anno precedente in cui la perdita era paria quasi 700mila euro. Detto questo ci tengo a sottolineare che Valfidi è una realtà molto, molto solida. E ci sono tutta una serie di altri numeri che vanno letti per poterlo dimostrare. Il patrimonio è di quasi 14 milioni di euro e lo stock è pari a 83 milioni, soltanto nel 2017 abbiamo dato più di 20 milioni di garanzie e questo dimostra la solidità e l avivacità del Confidi. Ma non solo le attività in bonis oggi rappresentano più del 90% degli stock di Valfidi. Questo significa che Valfidi sta facendo un monitoraggio molto preciso. Accantonamenti assolutamente prudenziali e questo dimostra il risulta di esercizio. Valfidi è obbligata ad accantonare per essere certa e dall’altra purtroppo patisce ancora una situazione economica in cui le imprese non ripartono, molte aziende sono ancora in difficoltà, pochissimi investimenti e una redditività degli investimenti che è in calo come sta avvenendo per tutti.


Da imprenditore che cosa vorresti dal tuo Confidi?
Vorrei un Confidi capace di interpretare il cambiamento. E’ vero che il Confidi ha delle regole molto stringenti, ma il mondo economico si muove di continuo e le esigenze delle imprese cambiano. E quindi un buon confidi è un confidi che sa leggere il territorio, le esigenze e di conseguenza offrire dei prodotti su misura. Inoltre il mio confidi ideale dovrebbe essere più diffuso sul territorio, aprendo, ad esempio, degli sportelli dedicati di consulenza gratuita come già avviene oggi in sede. Avvicinarsi agli imprenditori affinché questi lo considerino come un partner fondamentale per la propria azienda.

Sul fronte del credito che cosa dovrebbe fare la nuova Giunta?
Intanto dovrebbe garantirci un governos tabile. Lo chiedo come imprenditore, come presidente di Valfidi, come cittadino. Come Valfidi ci occorre un interlocutore unico, preciso, con cui interfacciarsi di continuo e con il quale costruire il futuro della Valle d’Aosta in ambito finanziario, creditizio e più economico in generale. Immaginare di poter discutere sulle scelte da intraprendere affinché ogni singolo attore possa portare un beneficio. Mi aspetto in particolare un’attenzione per la piccola impresa che venga soprattutto contattata e coinvolta prima che le decisioni siano prese dall’Amministrazione regionale. E in ultimo che risponda a ciò che Valfidi, le associazioni, il territorio ha chiesto negli anni. Un esempio su tutti la questione del Medio Credito Centrale. In moltissime regioni i Confidi tutti possono accedere in maniera esclusiva sui fondi del Medio Credito Centerale fino ad una soglia che permette loro di sostenere la piccolissima impresa che non viene sempre ascoltata nel mondo bancario. Proprio per il ruolo dei confidi se potessero operare su questa soglia farebbero un lavoro migliore. Ma per poterlo fare è necessaria una legge regionale, che abbiamo sollecitato più volte e che stiamo ancora aspettando.

Iniziative da segnalare come Valfidi per il 2018?
Il Cda si riunisce due volte al mese, talvolta tre se necessari. In questi incontri cosa cerchiamo di fare? Di dare continuità al lavoro e di immaginare ciò che davvero può essere utile per il territorio a livello economico. Quest’anno cercheremo di lavorare in particolare sul digitale in modo da fornire una migliore informazione agli associati e quindi struttureremo dei servizi di comunicazione legati a newsletter, al we, ai social perché è importante che i nostri associati sappiano come ci stiamo muovendo e ci possano soprattutto indicare quali sono le loro esigenze che magari rischiano di andare disperse. Si tratta di intraprendere azioni per avvicinare il piccolo imprenditore aValfidi per ascoltarlo e restituirgli dei prodotti su misura, vogliamo confezionare dei prodotti che siano davvero utili alle imprese del territorio. Inoltre c’è il desiderio di organizzare un evento in autunno che miri a raccontare il mondo del credito e aprire una parentesi sul discorso della futura fusione, un tema che, a nostro avviso, va condiviso e non deve rimanere soltanto all’interno dei Cda coinvolti. Inviteremo la Banca d’Italia, le banche del territorio, la Regione, Finaosta in modo da aprire un tavolo di confronto sui temi davvero interessanti. Una foto del credito regionale con uno sguardo al futuro molto preciso.

Un sogno da Presidente di Valfidi da realizzare?
Innanzitutto mi piacerebbe che davvero Valfidi diventasse un partner degli imprenditori valdostani. Molti lo conoscono di rimbalzo perché prima contattano o il loro consulente o la loro banca. Ma anoi piacerebbe davvero che Valfidi diventasse un riferimento. E già oggi il nostro Confidi offre un servizio di consulenza davvero molto attento per tutti gl imprenditori. Ci tengo anche a sottolineare che i tecnici in Valfidi ci sono, sono 12, sono i nostri dipendenti e sono davvero molto preparati. Non sarebbe poi male nel 2019 dotare la Valle d’Aosta di un Confidi unico. Sarebbe un ottimo risultato che premierebbe tutto il lavoro svolto in qui – e ricordo quanto fatto da Leonardi, un vero precursore in questo ambito - e si andrebbe a conclusione di un percorso tortuoso, ma assolutamente necessario. E in ultimo mettere in campo tutte le iniziative utili per sostenere un’economia che ancora stenta e, soprattutto, nel mondo dell’edilizia vede ancora difficoltà enormi.

21 giugno 2018

Venerdì 22 Giugno Laurent Vicquéry (#Valfidi) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 22 Giugno, alle 9,35, trentatreesima puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. In studio Laurent Vicquéry, Presidente del Confidi Valfidi.

Sul Corriere in edicola trovi l'intervista a Stefano Collé e Marco Xausa de "Les bières du Grand Saint Bernard.

Domani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 
 

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