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20 giugno 2016

Sulla home del #Sole24Ore di oggi

In mezzo a Brexit e ballottaggi sulla home (almeno per ora) del Sole 24 Ore di oggi trovi anche un mio articolo. 

Clicca qui e Buona lettura




4 giugno 2016

#Under35 (il video): la terza puntata

Ed ecco la terza puntata di Under 35, la trasmissione che ho realizzato per Rai3Vda sull'imprenditoria giovanile. In questa puntata si parla delle pépinières, dell'espace innovation (con un'intervista via skype al professor Carmine Garzia) di cui presto ci sarà un nuovo bando e dei droni (e non solo) della IseNet. Qui puoi trovare la prima e la seconda puntata.

24 luglio 2015

#Thermoplay a stelle e strisce

Piero Enrietti
«Pont-Saint-Martin, la Thermoplay a una multinazionale americana». La notizia è stata data ieri sul sito de La Stampa.
Ad acquisire il controllo della società valdostana la multinazionale Barnes Group. Pur immaginando le migliori intenzioni da parte degli investitori non è mai una buona notizia quando la proprietà si allontana, soprattutto quando addirittura abbandona i confini nazionali. Le assicurazioni degli  Enrietti (Roberto e Giovanni) e la storia della Barnes sembrano disegnare scenari diversi.
Ce lo auguriamo tutti.

Devo dire che in questo il mio co-autore Carmine Garzia quando scrivemmo il libro sull'imprenditorialità in Valle d'Aosta, dove era presentata anche l'azienda ponsammartinese, è stato un buon profeta, mi disse infatti come alcune aziende del settore manifatturiero, la cui attività era indipendente dal territorio, proprio per i loro buoni risultati, rischiassero di diventare particolarmente appetibili per colossi in fase di shopping. Inoltre è vero - come dicono oggi gli Enrietti nell'intervista rilasciata ad Alessandro Mano de La Stampa - che una azienda di simili dimensioni senza il giusto sostegno di una casa madre con le spalle più larghe e con le giuste aperture internazionali avrebbe prima o poi incontrato ostacoli nel prolungare il suo ciclo positivo.

Sulla storia di Thermoplay puoi trovare molti post su questo blog.
Dedico la foto di questo post a Piero Enrietti, il mitico fondatore.

Buona lettura.

28 febbraio 2015

Pre-incubazione al debutto

Ultimo articolo del Rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore.
Il Professor Carmine Garzia

Luca sta sviluppando una bicicletta realizzata con plastica riciclata utilizzando un’innovativa tecnologia di stampaggio ad iniezione. Il suo progetto ha beneficiato del supporto di Espace Innovation, infatti l’idea è stata affinata dal punto di vista commerciale e tecnico e il prodotto è stato rifocalizzato per il mercato del bike sharing. Anche il progetto di Andrea, nell’ambito dei droni, è stato notevolmente perfezionato e indirizzato alla produzione di un componente critico per la sicurezza di questo tipo di macchine. Chiara, Anna e Mariaelena hanno sviluppato una piattaforma software per un social network destinato al turismo di montagna, in questo caso le future imprenditrici stanno valutando di integrare un software per le prenotazioni sviluppato con un altro partecipante al programma Espace Innovation.

Ma che cos'è Espace Innovation? Si tratta di un'iniziativa sviluppata a quattro mani da Vallée d'Aoste Structure, attraverso i suoi incubatori di impresa, e dal Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali dell’Università della Valle d’Aosta cercando di offrire ai potenziali imprenditori un percorso formativo articolato da sessioni di training e momenti di co-working in spazi comuni dotati di tecnologie multimediali. In pratica è stato creato uno spazio di «pre-incubazione» dove futuri startuppers possano essere guidati nel valutare nel migliore dei modi la loro idea imprenditoriale, mettendone in luce punti di forza e di debolezza.«Nelle attività di formazione - sottolinea il Prof. Carmine Garzia docente di Economia Aziendale dell'università’ della Valle d’Aosta - abbiamo volutamente utilizzato un approccio operativo coinvolgendo solo docenti con un esperienza almeno decennale di lavoro con le imprese. Abbiamo quindi strutturato il corso su un arco di circa cinque mesi per seguire da vicino lo sviluppo dei business plan presentati dai nove gruppi di aspiranti imprenditori, prevedendo una verifica bisettimanale sulla stato di avanzamento dei lavori ed una serie di milestone con presentazioni intermedie dei risultati».

Al termine del programma, previsto per il mese di maggio, i futuri "neo-imprenditori" avranno sviluppato nel dettaglio il loro Business Plan e potranno valutare la possibilità di costituire l'impresa e proseguire con l'eventuale insediamento presso gli incubatori. 

25 novembre 2014

#Fondimpresa & #UNIVDA



Siccome un blog è pure un diario è giusto annotarvi anche le mie attività. Come qualcuno avrà notato sono stato moderatore venerdì scorso al pomeriggio organizzato da Fondimpresa.  Come sempre è stata una positiva occasione per conoscere realtà al di fuori dei confini regionali e devo ringraziare tutti i relatori per averci aiutato a riflettere su un tema delicato come quello della formazione che come si diceva nel titolo è software per il territorio e password per il lavoro.

In particolare sono rimasto colpito dalla capacità degli amici di Bolzano di far seguire all'analisi l'azione. Sembra semplice ma non lo è.

Ieri pomeriggio. Con una toccata e fuga. Sono stato ospite dell'amico Carmine Garzia che mi ha chiesto di parlare di imprese ai suoi studenti di Economia Aziendale a Saint-Christophe. Come altre volte ho cercato di far parlare le storie degli imprenditori. ImpresaVda ne raccoglie tante. Mi auguro siano di ispirazione.

3 novembre 2014

Espace #Innovation: Come si sviluppa un'idea imprenditoriale



Lunedì scorso è stato avviato il programma di pre-incubazione Espace Innovation a supporto dello sviluppo di imprese innovative nel territorio valdostano. È un percorso imprenditoriale che mette in luce punti di forza e di debolezza dell’idea di impresa con la finalità di concretizzare un progetto in una realtà imprenditoriale vera. 

«Espace Innovation - spiega Antonio di Blasi di Vallée d'Aoste Structure - non è soltanto un ambiente fisico, ma il centro di una rete di collaborazione e di formazione in cui creare sinergie e condividere risorse legate all’implementazione dell’idea di business e alla ricerca di finanziamenti. Gli aspiranti imprenditori, oltre ad essere seguiti da un team di tutors dedicati, avranno la possibilità di entrare in diretto contatto con le start-up innovative insediate nelle Pépinières».

Lunedì si è avviata la prima parte del programma con il corso di 30 ore "Modelli e strumenti per lo sviluppo di un’idea imprenditoriale" realizzato in collaborazione con l'Università della Valle d'Aosta - Dipartimento Scienze Economiche e Politiche. Oltre alla fase formativa, presso la Pépinière di Aosta, sono messi a disposizione dei partecipanti spazi in aree comuni e appositi locali di co-working al fine di consentire lo sviluppo reale del progetto imprenditoriale. In tal senso di fondamentale importanza risulterà l'attività all'interno dell'incubatore di contatto continuo con i tutor aziendali della Pépinière e con le altre start-up già operative. Va specificato infatti che i partecipanti in questa fase non sono imprese formalmente costituite ma persone singole o in team.

Il professor Carmine Garzia, uno dei docenti che collaborano al progetto

Al termine del programma, previsto orientativamente per il mese di aprile/maggio 2015, i futuri "neo-imprenditori" avranno sviluppato nel dettaglio il loro Business Plan e potranno valutare la possibilità di costituire l'impresa e proseguire con l'eventuale insediamento in Pépinière. Si tratta a tutti gli effetti di un laboratorio, di un'attività nuova e sperimentale, che, partendo dalle nozioni base di economia e gestione di impresa, attraverso delle infrastrutture, una rete di tutor e partner tecnologici, fornirà ai proponenti gli strumenti operativi per sviluppare il progetto, per testarlo sul mercato ed avere i necessari riscontri per avviare l'attività di business. Importantissima inoltre l'auspicabile e positiva "contaminazione di idee" tra i proponenti stessi che, partendo da idee e progetti anche molto diversi, potranno confrontarsi tra di loro per un reciproco arricchimento.

La partecipazione al programma è gratuita, previa selezione e ammissione dei progetti.

Per l’ammissibilità al programma Espace Innovation sono stati considerati, come da bando, i seguenti criteri con relativi punteggi fino ad un massimo di 40 punti:

- pertinenza del curriculum vitae dei candidati con specifico riferimento alle competenze necessarie per lo sviluppo del progetto imprenditoriale proposto – max 10 punti;

- innovatività dell’idea proposta – max 10 punti;

- coerenza con le finalità del bando – max 5 punti;

- contesto produttivo e settore di riferimento – max 5 punti;

- collaborazione con università, centri di ricerca, aziende – max 6 punti;

- contributo del progetto allo sviluppo sostenibile – max 2 punti;

- contributo del progetto volto a favorire le pari opportunità e la non discriminazione – max 2 punti;

A parità di punteggio, è stata data preferenza ai progetti in possesso dei seguenti requisiti:

- proponenti inoccupati o disoccupati;

- proponenti residenti in Valle d’Aosta.


I bandi di selezione sono stati due:

Il primo con scadenza il 14 febbraio 2014: sono stati presentati 5 progetti per un totale di 8 candidati, ma 1 progetto (2 candidati) non sono stati ammessi in quanto non in possesso dei requisiti richiesti. Il secondo con scadenza 30 settembre 2014: sono stati presentati 7 progetti per un totale di 12 candidati, ma 1 progetto (2 candidati) hanno rinunciato in quanto, avendo già il progetto in avanzato stato di sviluppo, vorrebbero già procedere con l'insediamento classico in Pépinière. Al programma ESPACE INNOVATION le idee innovative ammissibili sono state 11 progetti su 12 presentati, e i candidati ammessi sono i seguenti:

Esito Bando Settembre 2014

ALLEGRA Tiziana - Torino; ASTENGO Paolo - Ivrea; BOTTI Velca Stefania - Jovénçan; CANU Viviana - Quart; CENTO Andrea - Aosta; DIAKHATE' Babacar -Gressan; GUGLIELMO Fabio - Fénis; IMPERIAL Albino - Gressan; IMPERIAL Eleonora - Gressan; JACQUEMET Matteo - Charvensod; PARENTI Francesco - Sarre  e STORINI Andrea - Saint Denis (AO).

Esito Bando Febbraio 2014

BALLARINO Tullio - Cogne; BRACAGLIA Luca - Saint Pierre; FERRARI Caterina - Introd; RUSSO Emanuele - Aosta; STUCCHI Daniela - Monjovet e TURCOTTI Claudio - Saint Christophe.


I settori e gli gli ambiti di intervento dei progetti, come da bando, riguardano: Green Tech; Elettronica - Meccatronica e - ICT, Digital, web, nuovi media. 

20 dicembre 2013

#Farinetti: «Dobbiamo raddoppiare l'esportazione e far crescere la coscienza civica»

Da sinistra Costantino Charrère, Oscar Farinetti e Carmine Garzia
L'aula magna dell'Università della Valle d'Aosta, organizzata dal Dipartimento di Scienze Economiche e Politiche dell'Università, ha ospitato ieri sera lo spirito di speranza, la voglia di fare e l'amore per la bellezza di due imprenditori che, pur nella fatica, credono che ci sia una strada affinché il Paese si rialzi.

Di questo e di molto altro hanno parlato per oltre un'ora Oscar Farinetti, Fondatore di Eataly, e Costantino Charrére, Fondatore dell’azienda vinicola Les Crêtes, amichevolmente moderati da Carmine Garzia, Docente di Economia Aziendale presso il Dipartimento di scienze Economiche e Politiche dell’Università della Valle d’Aosta, nel corso della conferenza dal titolo “Storie di Coraggio. Fare impresa nel mondo del cibo e del vino”. Come molti sapranno è in parte il titolo del libro di Farinetti, ma devo dire che non si è trattato di una presentazione della pubblicazione, ma di un evento culturale che credo abbia molto interrogato le coscienze.

Affido a due video una breve testimonianza degli interventi di  Farinetti e Charrère, utile soprattutto per chi non c'era.

Mi limito a citare una frase di Farinetti che mi ha molto colpito: «I Paesi che vanno avanti nel mondo hanno tutti due caratteristiche in comune: esportano molto e hanno un'ottima coscienza civica».
La crisi italiana - aggiungo io - o meglio la difficoltà nel rialzarsi più che la caduta sembra essere più un fenomeno etico che economico.

6 dicembre 2013

Il 19 dicembre Conferenza di Oscar #Farinetti (#Eataly) e Costantino #Charrère (#LesCrêtes) all'Università della Valle d'#Aosta

Il Dipartimento di Scienze Economiche e Politiche dell'Università della Valle d'Aosta organizza una conferenza dal titolo “Storie di Coraggio. Fare impresa nel mondo del cibo e del vino” che si svolgerà il 19 dicembre, dalle 18 alle 19,30, presso l'Aula Magna dell'Università.
Interverranno Oscar Farinetti, Fondatore di Eataly, e Costantino Charrére, Fondatore dell’azienda vinicola Les Crêtes. Modera Carmine Garzia, Docenti di Economia Aziendale presso il Dipartimento di scienze Economiche e Politiche dell’Università della Valle d’Aosta

«L'uscita del volume Storie di Coraggio per i tipi di Mondadori - spiega Garzia - rappresenta un innovativo racconto dell'imprenditoria di successo italiana nel mondo del vino. L'autore è l'imprenditore italiano più celebre nel mondo del cibo, Oscar Farinetti, ed ha percorso l'Italia raccogliendo le storie e il racconto del proprio successo imprenditoriale di dodici realtà clou della produzione enologica nazionale. Tra queste, spicca la prima azienda incontrata: quella del valdostano Costantino Charrére, fondatore di Les Crêtes. L’incontro costituisce un’occasione di riflessione sul contributo del settore del cibo e del vino allo sviluppo dell’economia nazionale e sulle sfide competitive che le aziende che operano nel settore devono affrontare nel mercato internazionale».

24 luglio 2013

10 consigli per dare vita ad una #Startup

L'amico professore Carmine Garzia di cui ho spesso scritto in questo blog mi ha regalato sotto forma di decalogo un' interessante serie di consigli per chi desidera avviare una startup.
 Se li unite alle mini-lezioni che il professor Federico Visconti dà alla fine di ogni puntata di Startuppers avete una prima infarinatura di economia aziendale che non guasta mai.

1) Conoscere il settore in cui si opera. Analizzare bene il mercato, non focalizzarsi solo sui concorrenti, ma imparare bene a valutare le barriere all’ingresso

2) Tecnologia e vantaggio competitivo. Valutare l’utilità economica della tecnologia che si propone. Non serve avere una tecnologia superiore se non porta vantaggi economici ai clienti. Il successo di una nuova tecnologia si può valutare guardando ai benefici che ne derivano per gli utilizzatori.

3) Le alleanze. Analizzare il ruolo della alleanze, in particolare quelle industriali e commerciali.

4) La gestione operativa. Concentrarsi sul delivery. Stabilire delle milestones operative per mantenere una tensione verso gli obiettivi. Non focalizzarsi solo sulle milestone di sviluppo tecnologico. Occorre lavorare sulle milestone commerciali, che attestano la capacità dell’azienda di penetrare sui mercati.

5) Utilizzate il parere dei referee esterni: esperti tecnici, commerciali, gestionali. I loro consigli sono preziosi per affinare le strategie.

6) Le relazioni con l’università. Mantenere uno stretto legame/coltivare le relazioni con il mondo universitario, che può fornire conoscenze tecniche e scientifiche e che consente di “fare network”.

7) Eccellenza operativa. Puntare da subito all'eccellenza operativa. Implementare strumenti di controllo di gestione evoluti sin da subito. Monitorare il fabbisogno finanziario. Servirsi eventualmente di consulenti esterni che aiutino a costruire bene i processi aziendali .

8) Gestire gli aspetti legali e brevettuali. Quando di fa innovazione occorre pensare da subito a cosa si potrà brevettare e quindi difendere ed eventualmente licenziare. I brevetti sono l’asset più importante di una start-up.

9) Gestire le risorse umane. Dedicare tempo alla selezione e alla gestione dei collaboratori. Le strutture organizzative piccole non sono facili da gestire anche per via della prossimità fisica tra i collaboratori di una start-up. Occorre dedicare attenzione anche alla gestione degli incentivi tipo i bonus e i piani di stock options.

10) Il partner finanziario. Scegliere il partner finanziario giusto, avere chiari i suoi obiettivi e considerare che possono non essere allineati agli obiettivi della start-up. Essere pronti a condividere in controllo dell’azienda con gli investitori. Negoziare gli accordi legali con il partner finanziario, disciplinando le diverse opzioni di uscita dello stesso dall'investimento.

19 luglio 2012

Per Innovare le imprese devono imparare a fare rete

Da sinistra Federico Molino (Attiva), il moderatore Severino Zampaglione (direttore della sede  Rai di Aosta), Carmine Garzia (docente di economia aziendale dell'Università della Valle d'Aosta e volto noto di questo blog) e, infine, Antonio Di Blasi, responsabile degli incubatori di impresa di Aosta e Pont-Saint-Martin)

Oggi mi sono preso una pausa dal tradizionale lavoro del Corriere della Valle e ne ho approfittato per partecipare al mattino presso il polo tecnologico di Verrès - ex cotonificio Brambilla- al Convegno su «Strategie a supporto dell’innovazione di prodotto: le PMI della Valle d’Aosta» (qui il post con il programma completo della giornata).


Da sinistra Alfredo LIngeri, presidente della Piccola Industria di Confindustria Valle d'Aosta, Enrico Vezzetti (Politecnico di Torino) che ha fatto un'interessante intervento sul progetto Open Alps, ancora Zampaglione, il dottorando Andrea Guerra, sempre del Politecnico di Torino e, infine, Federica Marcolin che ha ben illustrato dal punto di vista della dottrina il concetto di Open innovation


Ricco il panel di interventi come puoi anche dedurre dalle foto di questo post. Tanto che mi riprometto di tornarci su in svariati modi nei prossimi giorni. Di certo l'impressione complessiva che ne ho ricavato è della presenza di un potenziale enorme che per essere sfruttato a pieno deve ancora essere messo a sistema. La cultura del fare rete deve in fretta diventare un patrimonio del nostro modo di fare impresa. La tavolata di oggi e alcune presenze in platea (Confindustria Valle d'Aosta, Finaosta, ma pure Banca d'Italia dove direttore e staff dimostrano una grande attenzione per il mondo della impresa valdostana non soltanto in termini numerici ma sul fronte delle relazioni personali).

22 aprile 2012

Incontriamoci nel reale...

Mi permetto per domani un piccolo spot personale. Alle 13, all'interno di Babel, nella giornata dedicata all'Università della Valle d'Aosta l'autore di questo blog e l'amico-prof di Economia aziendale Carmine Garzia presenteranno il libro, edito da Egea, “Storie d’imprenditorialità. Aziende Innovative in Valle d’Aosta” (di cui ho già scritto qui).

Segnalo anche alle 12,15 (per gli interessati all'argomento economico) l'intervento della preside di Economia Chiara Mauri e del professor Federico Visconti che presenteranno le rispettive pubblicazioni: «Marketing delle PMI» e «Gli imprenditori. Il valore dei fatti», editi da Egea.

Un invito, caro visitatore,  ad incontrarci nel reale...

29 gennaio 2012

Managing the Strategic Innovation Process secondo Carmine Garzia

Sono molto contento di segnalarti l'ultima fatica letteraria del professor Carmine Garzia docente di Economia aziendale presso la Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell'Università della Valle d'Aosta e, fra l'altro, professore a contratto presso l'Università Bocconi, con il quale ho condiviso la bella esperienza di pubblicare, sempre per Egea, «Storie di imprenditorialità».

Titolo del nuovo libro, in inglese, «Managing the strategic innovation process».  

Il libro (132 pagine edito da Egea)  si propone di analizzare i processi di cambiamento strategico nelle imprese di grandi dimensioni. L’obiettivo scientifico del lavoro è di analizzare le condizioni di contesto che favoriscono il cambiamento strategico ed esplorare, utilizzando gli strumenti dell’analisi dinamica dei sistemi aziendali, i processi che permettono di implementare innovazioni strategiche all’interno di organizzazioni complesse.

L’innovazione strategica consiste nello sviluppo di nuove forme di posizionamento che si concretizzano nella ridefinizione dell’ambito competitivo e della proposta di valore dell’azienda.
La ridefinizione del posizionamento strategico è determinata in primo luogo dalle scelte del top management (azioni di tipo top-down) che promuove lo sviluppo di iniziative strategiche quali: lancio di nuovi prodotti, ingresso in nuovi mercati, innovazioni nei processi produttivi, azioni di razionalizzazione dei costi etc.

Le iniziative strategiche nascono e si sviluppano in un contesto organizzativo che viene plasmato e modificato da specifiche azioni del top-management. Il CEO introduce innovazioni organizzative che possono interessare la struttura e i meccanismi operativi e hanno lo scopo di creare un contesto organizzativo disciplinato e nello stesso tempo imprenditoriale.

Il corretto bilanciamento di disciplina e imprenditorialità stimola la collaborazione attiva del management (middle level e dei frontline manager) ai processi di cambiamento, in particolare ai processi di realizzazione della strategia attraverso azioni (bottom-up) di fine-tuning e ottimizzazione delle strategie operative

Il libro presenta un modello analitico per comprendere e governare i processi di innovazione strategica. Il modello è stato costruito dall'analisi di quattro case study su aziende di medie e grandi dimensioni che hanno implementato processi di innovazione strategica.

13 ottobre 2011

Dieci Storie d'Imprenditorialità. Aziende Innovative in Valle d'Aosta

«Storie d'imprenditorialità. Aziende innovative in Valle d'Aosta». Incredibilmente il libro di cui ho spesso scritto in questo blog realizzato in collaborazione con il professor Carmine Garzia, docente di Economia aziendale presso la Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell'Università della Valle d'Aosta e, fra l'altro, professore a contratto presso l'Università Bocconi, ha fatto la sua prima comparsa nella libreria proprio della Bocconi. Del resto il volume è edito da Egea, casa editrice dell'illustre università lombarda. Il fenomeno è dunque presto spiegato...


Dando a Cesare quel che è di Cesare. Anzi in questo caso a Carmine quel che è di Carmine, è giusto scrivere che, per quanto l'amico docente mi abbia onorato di figurare al pari suo nella copertina del libro, il mio contributo rimane pur sempre quello di un giornalista prestato al mondo della ricerca, cioè in massima parte empirico. Si è trattato comunque di un bel lavoro di squadra che spero si percepisca in questa pubblicazione.


In vetrina nella libreria dell'Università Bocconi
I contenuti a qualche visitatore assiduo dovrebbero essere già noti. Si parte dall'assunto che le Pmi possono sviluppare modelli di business innovativi anche in contesti geografici ed economici non favorevoli come quelli di una piccola regione di montagna, la Valle d’Aosta, con un territorio difficile e con una vocazione imprenditoriale relativamente limitata rispetto a quella di altre regioni del Nord Italia. Si propone poi l’analisi comparata di dieci casi di piccole e medie imprese valdostane concentrandosi sui processi di sviluppo di risorse distintive che hanno supportato scelte di posizionamento innovativo in termini di prodotti, servizi e mercati. E , infine, attraverso l’analisi dei modelli di business delle imprese valdostane si sono elaborate alcune interessanti implicazioni per manager e imprenditori operanti in contesti socio-economici simili a quelli della Valle d’Aosta. 


Quali le aziende scelte? Eccole: Compagnia Valdostana delle Acque, GPS Standard, Grivel, Gros CIDAC, Laser, Les Crêtes,  Maison Bertolin,  SEA, Thermoplay e Valgrisa. Come già detto in passato non si tratta di un "the best of", ma di modelli che ci appaiono come significativi.


Tuttavia mi rendo conto che scrivere di sè è un po' imbarazzante e per dare ancora qualche pennellata sulla pubblicazione (a proposito qui trovi l'introduzione, l'indice e, se fossi interessato, come acquistarla)
ti propongo due passaggi tratti dalla prefazione di Federico Visconti, professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università della Valle d'Aosta. Un testo che completa felicemente l'opera.


Scrive Visconti: «Negli attuali scenari,  segnati da forti tensioni socio-economiche e da grandi preoccupazioni sul futuro,  mettere a fuoco un “qualcosa che funziona”, un fenomeno positivo, un punto di leva è un atto dovuto.  Schiacciati da una tempesta di dati sul Pil che ristagna, sugli Stati che rischiano l’insolvenza,  sui consumi che sono fermi e sul mercato del lavoro che non riparte, si fatica a cogliere, nella ampia e articolata realtà italiana, i “fatti” che contrastano le statistiche, le cellule di reazione alla crisi, le iniziative da ammirare e da imitare. Eppure ce ne sono, e tante, a tutti i livelli della società civile. Con questo libro, Garzia e Favre ci documentano uno dei principali  fenomeni che ha accompagnato la storia del nostro Paese e che lo sta sostenendo anche in questi anni di difficoltà: il ruolo degli imprenditori e il contributo dell’imprenditorialità innovativa». 

E ancora: «In conclusione, ponendo  a tema la “sostenibilità”  della strategia delle aziende osservate, il libro fa riflettere sulle condizioni interne all’impresa (qualità del management, capacità di sviluppo di risorse e competenze,  livello di vulnerabilità rispetto ai concorrenti, ….) ma solleva anche la questione delle variabili di contesto, locale e nazionale, che possono valorizzare il potenziale imprenditoriale che, verrebbe da dire “per fortuna”, ancora abbiamo nel Paese. Proprio per questo, il lavoro di Garzia e Favre si rivolge idealmente ad un vasto pubblico di lettori: gli studenti che intendono approfondire   casi aziendali di particolare interesse,  gli imprenditori che vogliono riflettere sui contenuti e sulle modalità di realizzazione della innovazione strategica, i policy makers che mirano ad esplorare i bisogni reali delle imprese per fornirvi risposte tempestive ed efficaci e, non ultimi, gli studiosi  di strategia sensibili all’innovazione e ai legami impresa-territorio. In un momento come questo, l’attenzione verso gli imprenditori e le imprese innovative è responsabilità di tutti». 

Buona lettura. I commenti (anche critici) sono sempre ben accetti.

4 settembre 2011

Scienze Politiche: Sbocchi Occupazionali e Start Up

La Facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali ha presentato giovedì i risultati della prima indagine statistica sui propri laureati, al termine del primo quinquennio di vita della Facoltà. Benché per l'ovvia decorrenza del triennio di studi i primi laureati siano venuti solo al termine del 2008, in meno di tre anni i laureati di Scienze Politiche sono stati 44.


Contattati telefonicamente, 39 di essi hanno accettato di rispondere ad una serie di domande dettagliate che ha permesso di realizzare una prima banca dati, i cui risultati generali sono molto incoraggianti per la più giovane delle Facoltà attivate nell'UNIVDA.
Ben 25 laureati (64%), infatti, lavorano e, tra loro, 9 (23%) oltre a lavorare continuano gli studi, verso una seconda laurea o una laurea specialistica.
Altri 9 (24%) laureati continuano i propri studi universitari dopo la laurea in UNIVDA, con prestigiose specializzazioni in vista come la Laurea Magistrale in Teorie Politiche presso l'Università di Pavia o la Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione presso l' Università di Torino.
A riprova del valore della Facoltà come uno dei motori culturali della Valle, 2 (5%) laureati non cercano lavoro né proseguono gli studi perché si tratta di pensionati che, completata una vita di lavoro, hanno con interesse e forza di volontà intrapreso con successo la strada verso la laurea.
Infine, solo 3 (7%) laureati risultano attualmente alla ricerca di lavoro e non intenzionati a proseguire gli studi.
Nella presentazione dei dati della ricerca e della Facoltà si sono alternati il Preside Michele Vellano, il vice Preside Michele Antonio Fino e il ricercatore Carmine Garzia oltre a studenti e laureati della del corso di studio. In particolare Garzia ha sottolineato come la presenza di laureati con esperienza lavorativa sia un importante asset strategico per il territorio. 


Inoltre la facoltà, come testimoniato anche da due giovani laureate intervenute alla presentazione della ricerca, si presenta come particolarmente adatta a chi sta lavorando. Fino, sempre facendo riferimento all'esperienza delle due laureate che stanno avviando o sono già impegnate in un'attività imprenditoriale, ha sottolineato come questo sfati il pregiudizio che l'unico sbocco di una facoltà come Scienze politiche sia la pubblica amministrazione. Il preside Vellano presentando il nuovo anno accademico (le iscrizioni si chiudono il 14 settembre) ha annunciato l'avvio di un corso dedicato ai Paesi del Medio Oriente e di un modulo sulla Cina.

20 maggio 2011

Imprenditori Alpini: Tanta, tanta passione

Mi riesce sempre difficile scrivere degli eventi che mi trovo a moderare. Figuriamoci di quest'ultimo in cui sono pure parte in causa in quanto autore (con il professore Carmine Garzia) del volume, in uscita presso Egea nel mese di giugno, «Dieci casi di ordinaria imprenditorialità - Aziende innovative in Valle d'Aosta». Provo tuttavia a trascrivere qualche breve appunto sull'evento, conclusosi da una manciata di ore, riservandomi altri post per approfondire o, comunque, offrire ulteriore materiale.

Pur dispiacendomi per le presenze di pubblico un po' scarse devo però dire che gli interventi dei cinque imprenditori, quelli che nel libro definiamo «innovatori alpini», sono stati davvero pieni di una passione quasi contagiosa. Il tutto introdotto dal saluto dell'Assessore Ennio Pastoret che ha ben evidenziato l'importanza e la necessità di dare voce alle aziende, seguito da Garzia che ha esposto la teoria di cosa sia fare impresa in Valle d'Aosta. Ed è stato davvero interessante come certe definizioni suggerite dalla dottrina economica trovassero nelle successive testimonianze la loro perfetta applicazione pratica.

Come ciascuno declina il concetto di innovazione nella sua impresa e l'importanza del territorio alpino sono stati i temi affrontati da Alessandra Fulginiti (Valgrisa) che ci ha raccontato la sfida insita in una produzione di nicchia che si basa su risorse estremamente limitate (la lana Rosset); da Gioachino Gobbi (Grivel) che da un lato ha sottolineato come un'impresa come Grivel non potesse che nascere ai piedi delle Alpi, ma allo stesso tempo ha ribadito anche la volontà di continuare a vivere in questa Valle; da Riccardo Trisoldi (Compagnia Valdostana delle Acque) che ha annunciato un po' a sorpresa (almeno per me) l'interesse per il mercato francese, delineando il profilo di un'azienda per la quale innovazione significa non fermarsi mai e rilanciare sempre; da Costantino Charrère (Les Crêtes) che ha illustrato la sua strategia di «marketing emozionale» attraverso una sala degustazione (di prossima costruzione) davvero innovativa; fino a Marilena Péaquin (Maison Bertolin) che ci ha raccontato di una madre di famiglia (con quattro figli) diventata imprenditrice per rifornire il salumificio di patate, barbabietole e aromi e che presto farà addirittura un assunzione. 


Si è trattato di una tempesta quasi perfetta (nel pomeriggio c'è stato pure un improvviso acquazzone...) i cui effetti credo siano stati ben recepiti da chi era presente in sala come dimostra un messaggio che ho ricevuto via facebook da Vilma Maria Cianci«Oggi ho partecipato alla conferenza con gli imprenditori alpini, sono una piccola "imprenditrice" che come tanti fatica molto per tenere in piedi la propria impresa. Sentire questi IMPRENDITORI, venire travolta dalla Passione con cui svolgono la loro attività, sentire sulla pelle la loro professionalità, la loro competenza la loro continua curiosità la voglia di esplorare di continuare a lottare ogni giorno mi ha emozionata, mi ha dato forza e coraggio per continuare ad andare avanti per proseguire sulla mia strada per continuare ad inseguire un sogno. Grazie»

11 maggio 2011

Innovatori alpini: gli Imprenditori Valdostani si Raccontano

Ultimo atto con qualche variante sul tema.

Come da copione Giovedì 19 maggio, alle 14,30, presso la sala Cogne della Pépinière d’Entreprises Espace Aosta, Vallée d’Aoste Structure proporrà, all’interno del ciclo «I Dialoghi dell’innovazione» di cui ho scritto in lungo e in largo su questo blog,  la Tavola Rotonda dal titolo «Innovatori Alpini: gli imprenditori valdostani si raccontano». Invece la conferenza serale con Piero Angela sulle grandi innovazioni della Storia si farà più avanti a causa di un’improvvisa indisponibilità del relatore (e vi assicuro che non si tratta di una formula rituale).

Ma chi saranno i protagonisti della tavola rotonda? Oltre all'autore di questo blog, presente in qualità di moderatore,  parteciperanno Ennio Pastoret, Assessore Regionale alle Attività Produttive, Carmine Garzia dell’Università della Valle d’Aosta, Riccardo Trisoldi, Compagnia Valdostana delle Acque, Gioachino Gobbi, Grivel, Costantino Charrère, Les Crêtes, Guido Bertolin, Maison Bertolin, e Alessandra Fulginiti, Valgrisa.

Durante l’evento sarà presentato il volume «Dieci casi di ordinaria imprenditorialità ‐ Fra Innovatori alpini e Campioni del territorio», edito da Egea e realizzato a cura dell’Università della Valle d’Aosta. Per chi si fosse perso qualche pezzo per strada gli autori della pubblicazione sono il titolare di questo blog e il già citato professor Garzia. Vorrei però che fosse chiaro da subito che non si tratta di un «the best of», ma di una selezione di aziende, analizzate anche con un approccio scientifico o meglio di dottrina economica, che, ad avviso degli estensori dell'opera, sono esempi interessanti di cosa sia fare impresa in Valle d'Aosta. Chissà che di lavori simili non ne seguano altri?

Mi sembra giusto offrire qualche dato in più sul mio co-autore (anzi in realtà sono io il suo co-autore visto che sicuramente il suo contributo è stato indubbiamente maggiore del mio). Carmine Garzia è ricercatore di economia aziendale presso l’Università della Valle D’Aosta, Facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, e professore a contratto di strategia e Politica Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano è inoltre membro fondatore del centro di ricerca sull’imprenditorialità - CEF - presso l’Università della Svizzera Italiana, Lugano. Le sue aree di interesse scientifico sono la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e l’innovazione e il cambiamento strategico. Si è laureato in Economia Aziendale e ha ottenuto il Ph.D in Management presso l’Università Bocconi di Milano.

Siccome si avvicina l'ultimo atto ti ricordo che come sempre sono interessato ai tuoi commenti. Mi piacerebbe fare con te un bilancio di questo evento. Che cosa era ok e che cosa va rimesso a punto. Scrivimi pure. Ti leggerò volentieri.

Come sempre ti ricordo che l’iniziativa, promossa dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, Assessorato alle attività produttive, Direzione assistenza alle imprese, ricerca, qualità e formazione professionale, è realizzata nell’ambito del progetto di Animazione Territoriale di Carattere Economico finanziato dal Programma operativo FESR Competitività Regionale 2007/2013. L’attuazione del progetto è affidata a Vallée d’Aoste Structure in qualità di soggetto attuatore con il supporto organizzativo dell’associazione Centro Scienza Onlus.

16 febbraio 2011

Carmine Garzia (Università della Valle d'Aosta) Ospite di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu


Carissimo visitatore, metto on line la puntata dell'11 febbraio di «ImpresaVda», trasmessa su Radio Proposta in Blu. Ospite della puntata Domenico Albiero (che all'ultimo momento ha sostituito l'annunciata Nathalie Grange), l'argomento della puntata, l'informazione on line, non è comunque mutato in quanto Albiero è socio fondatore dell'agenzia di stampa Piùpress e collabora alla testata giornalistica on line Aostasera di cui Grange è direttore.
Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.

Venerdì 18 febbraio, alle 10, sarà invece mio ospite, Carmine Garzia, docente universitario di Economia aziendale presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università della Valle d'Aosta e che ci offrirà il suo punto di vista di studioso sull'economia valdostana.


Ti ricordo che ImpresaVda è disponibile a dare voce ai tuoi dubbi, ai tuoi quesiti, ai tuoi commenti critici. Scrivi a: diretta@radiopropostainblu.it.

Anche a trasmissione terminata non esitare a mandare una tua impressione o a lasciare un tuo commento anche su questo blog. Sarà apprezzata anche la segnalazione di un ospite che vorresti fosse invitato in trasmissione. Anche le autosegnalazioni di imprenditori desiderosi di far conoscere i loro progetti aziendali sono ben accette. Ne farò buon uso.

Non dimenticare che è possibile ascoltare Radio Proposta anche sul tuo pc: clicca qui.

Se non conosci ancora la radio ti segnalo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.
Buon ascolto.

6 gennaio 2011

I Dialoghi dell'Innovazione: Paolo Legrenzi e gli Innovatori Alpini

Terzo post per presentare «I dialoghi dell'innovazione 2011». Ancora due e avrete il quadro completo di un evento che spero sia culturalmente stimolante.

14 aprile 2011 ore 17.30
Pépinière d’Entreprises Espace Aosta
Creativi si nasce o si diventa?

Paolo Legrenzi
Il relatore
Paolo Legrenzi è professore ordinario di Psicologia cognitiva nell’Università IUAV di Venezia. Dal 1968 al 1972, grazie ad una borsa della NATO, ha imparato, a Londra presso l’University College, la psicologia cognitiva del pensiero e della decisione sotto la supervisione dei Prof. Peter Wason e Philip Johnson-Laird. Nel 1973 è diventato ordinario di Psicologia alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste, dove è rimasto fino al 1992 dirigendo inizialmente l’istituto di Psicologia. Nel 1973 ha fondato con altri il Giornale Italiano di Psicologia, diretto per un ventennio dal Prof. Gaetano Kanizsa. Nel 2005 è uscit o per i tipi del Mulino “Creatività ed Innovazione”.

Il tema
Si può imparare a essere creativi o si può almeno migliorare la capacità di avere idee nuove ed originali? Per rispondere a questa domanda bisogna chiarirsi le idee su che cosa è la creatività e se sia possibile apprenderla. Dai primi studi negli anni Venti del secolo scorso dello psicologo gestaltista Kohler, la creatività,
nella vita quotidiana e nel lavoro di singoli scienziati, appare come qualcosa d’improvviso, uno sprazzo repentino di cui non è nota l’origine. Il leggendario ”Eureka!” (“Ho trovato!”) di Archimede testimonia questo stato di cose mentale. Studi successivi hanno mostrato che la creatività può venire educata, anche se non
è possibile insegnare la capacità di per sé ad essere creativi; piuttosto è possibile insegnare la capacità di essere creativi in uno specifico dominio di problemi. Se si passa dalla nozione della creatività individuale a quella dell’innovazione, che in genere è l’esito di un’opera collettiva, le cose cambiano.

La testimonianza locale
La Dora, società ospitata nell’Espace Aosta, svolge attività di ricerca e sviluppo nel settore della
microelettronica. La società, fondata nel 2000, è stata rilevata al 100% nel 2002 dallaSTMicroelectronics,
produttore globale indipendente di semiconduttori e leader nello sviluppo, produzione e commercializzazione
di soluzioni integrate per un’ampia gamma di applicazioni microelettroniche, ed ha conseguentemente ampliato il proprio campo di ricerca. I principali settori in cui la società svolge oggi la propria attività sono: comunicazione e trasmissione di dati audio e video utilizzando le linee dell’alimentazione elettrica a 220V; gestione dell’alimentazione nei sistemi portatili (notebook, palmari,ecc.) e nei sistemi per networking (LAN switches, routers, IP Phone); conversione di potenza per applicazioni automotive, consumer, computing; LED driving; controllo motore per robotica e lo studio degli ElectricalOverStress nei circuiti integrati e ricerca di nuove strutture di protezione.



19 maggio 2011 ore 14.30
Pépinière d’Entreprises Espace Aosta
Tavola rotonda con la partecipazione di
Riccardo Trisoldi - Compagnia Valdostana delle Acque
Gioachino Gobbi - Grivel
Costantino Charrère - Les Crêtes
Marilena Péaquin - Maison Bertolin
Alessandra Fulginiti - Valgrisa

presentazione del volume
Dieci casi di ordinaria imprenditorialità
Fra Innovatori alpini e Campioni del territorio.
edito da Egea

Carmine Garzia
Gli autori della pubblicazione in questione sono il professore Carmine Garzia e l’autore di questo blog (Fabrizio Favre) che sarà anche il moderatore di tutti gli eventi. Per un minimo di pudore - che talvolta non guasta - ti propongo soltanto il curriculum dell’amico Garzia: Carmine Garzia è ricercatore di economia aziendale presso l’Università della Valle D’Aosta, Facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, e professore a contratto di strategia e Politica Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano è inoltre membro fondatore del centro di ricerca sull’imprenditorialità - CEF - presso l’Università della Svizzera Italiana, Lugano. Le sue aree di interesse scientifi co sono la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e l’innovazione e il cambiamento strategico. Si è laureato in Economia Aziendale e ha ottenuto il Ph.D in Management presso l’Università Bocconi di Milano.

Se non conosci le aziende in questione (sul blog puoi trovare tantissime informazioni) ti propongo i mini-lanci di presentazione che saranno pubblicati sulle brochure.

Compagnia Valdostana delle Acque: importante player energetico che ormai da quindici anni si confronta con successo con il mercato nazionale. I primi a comprendere l’importanza dei consorzi di autoproduzione e ad avviare accordi con Enel per l’acquisizione delle centrali. Oggi signifi ca oltre 60 milioni di utili all’anno.

Grivel: è stata definita una multinazionale tascabile. L’azienda, nata nel 1818 a Courmayeur, produce attrezzature e equipaggiamenti per alpinismo, arrampicata e outdoor. Oltre che ai piedi del Bianco ha sedi a a Verrayes, a Vivaro in Friuli, a Chamonix in Francia. Data la grande qualità dei suoi prodotti, frutto di un’attività di ricerca intensa, esporta in 26 paesi ed è diffusa ovunque ci siano appassionati di montagna.

Les Crêtes: attiva da cinque generazioni nel settore agroalimentare oggi è l’azienda vitivinicola privata valdostana più importante per volumi e fatturato. Radici solide che, grazie anche alle nuove generazioni, non mancano di guardare al futuro con l’innovazione tecnologica, lo sviluppo dell’enoturismo e del marketing
emozionale. Un marchio che spesso è stato un importante apripista per i vini valdostani.

Maison Bertolin: un merito su tutti: essere riuscita per prima a ritagliare al lardo un posto nel pantheon della
gastronomia italiana. Dagli anni ’90 poi la società di Arnad non ha conosciuto battute d’arresto. Lo dimostrano i 30 dipendenti e i 150 quintali di produzione settimanale.

Valgrisa: una mission precisa: creare capi e accessori ispirati alla tradizione valdostana ritagliandosi uno spazio nella moda italiana. Un obiettivo raggiunto con l’invito a partecipare a Firenze alla manifestazione “Pitti uomo”.

12 agosto 2009

ImpresaVda sale in cattedra: il caso Valgrisa (3)

Terza puntata della tesina su Valgrisa di Fabrizio Bazzani. Qui trovate la prima puntata e qui la seconda. Si chiude così la serie di articoli dedicati al laboratorio di economia aziendale del professor Carmine Garzia. Ma la collaborazione non finisce qui.

Analisi della sostenibilità della strategia aziendale per il futuro

In questi 5 anni di abbigliamento «pret-à-porter montagnard» il brand è cresciuto ed ha conquistato una nicchia nel settore delle collezioni esclusive. La lana delle pecore Rosset viene ancora tessuta a telaio in laboratori situati a Valgrisanche e a Champorcher, questa lavorazione artigianale permette una produzione limitata a pochi e numerati pezzi. L’azienda cerca di unire alla tradizione, delle rifiniture moderne e funzionali che arricchiscono fortemente i capi di elementi altamente innovativi.

Tra i fattori da evidenziare bisogna tener conto della partecipazione a Pitti Immagine Uomo 2009, evento di grande rilievo nel settore dell’abbigliamento a livello nazionale e non, tenutosi dal 13 al 16 gennaio. La commissione incaricata di selezionare i marchi aventi diritto ad esporre le proprie collezioni ha voluto fortemente la partecipazione del marchio Valgrisa per l’originalità e la raffinatezza dei suoi capi. In aggiunta ai modelli esposti durante i quattro giorni di fiera, grande novità è stata la presentazione del primo jeans prodotto dal marchio.

Ulteriore fattore determinante per la crescita dell’azienda è l’ingresso in società di Silvia Tagliabosco, braccio operativo responsabile dei mercati esteri e nazionali, la quale in una recente intervista per il Sole 24 Ore Nord Ovest ha sottolineato gli obiettivi principali per il 2009 e cioè consolidare il brand a livello nazionale e coprire zone ancora scoperte con realtà e tradizioni alpine simili a quelle delle nostre valli.

Con il grande riscontro di clienti avuto durante questi pochi anni dalla creazione del marchio, Valgrisa ha fatturato 400 mila € nell’ anno 2008 aumentando del 25% il fatturato, per mantenere e aumentare questo successo, le collezioni sono state arricchite da accessori come cinture, cappelli e addirittura sci, tutti personalizzabili su richiesta del cliente, inoltre tutti i capi vengono numerati garantendo la tracciabilità della storia di ogni abito.

L’acquirente di un capo Valgrisa può di diritto entrare a far parte di una community, il club denominato «Valgrisa Club» dà la possibilità di partecipare a varie iniziative culturali e sportive come tornei di golf avvicinando i suoi clienti alla storia e al territorio valdostano.

In conclusione, gli obiettivi primari prefissati dai soci come il consolidamento e l’arricchimento di Valgrisa con nuovi prodotti paiono essere concretizzabili in poco tempo, il periodo di depressione economica non ha colpito questo piccolo brand di nicchia riservato ad un target medio alto, anche se, visto il tipo di lavorazione e l’esclusività dei materiali che rendono particolari e unici i prodotti non permettono una espansione su larga scala del brand e di entrare in fasce di mercato diverse da quelle in cui è già situata.

11 agosto 2009

ImpresaVda sale in cattedra: il caso Valgrisa (2)

Seconda puntata della tesina di Fabrizio Bazzani sulla Valgrisa. La prima è stata pubblicata ieri.

Applicazione della Catena del Valore di Porter al caso aziendale

Una premessa prima di elencare quelli che possono essere gli elementi costitutivi della catena del valore di Valgrisa è necessario ricordare che questo tipo di analisi è concepito per le grandi organizzazioni perciò non si adatta completamente alle Piccole e Medie Imprese, anche se, rimane comunque uno strumento valido per valutare dinamicamente se e quanto il vantaggio competitivo venga raggiunto, mantenuto e difeso.

Tra le attività primarie abbiamo:

- La logistica in entrata

La gestione dei magazzini è pressoché minima se non per quanto riguarda la pianificazione del trasporto delle lane dei capi allevati in Valle d’Aosta alla zona di lavorazione del prodotto in aziende del biellese.

- Le attività operative

La lavorazione del prodotto per Valgrisa è un elemento determinante dato che le lane provenienti dalle pecore “Rosset”, allevate e controllate nel territorio valdostano devono essere inizialmente preparate in laboratori artigianali locali che richiedono un elevato numero di ore per essere trattate. La tessitura viene effettuata nel biellese attraverso dei macchinari tessili appositi che ne permettono la lavorazione finale dei capi e il loro confezionamento.

- La logistica in uscita

La logistica in uscita anch’essa è ridotta, consiste esclusivamente ai pochi punti commerciali dove vengono distribuiti i capi, ciò è dovuto all’esclusività e al numero limitato della produzione.

- Marketing e vendite

Come in tutti i prodotti di nicchia la selezione dei canali di vendita è fondamentale per mantenere un certo target di clientela, la quale acquista in boutiques e negozi che vendono prodotti in serie limitata e non su larga scala. Per la pubblicità del brand vengono utilizzate delle riviste altamente specializzate del settore e altri canali pubblicitari alternativi come internet ma sempre in siti che trattano beni che possiamo definire di lusso.
Ultimo elemento ma non per importanza è l’organizzazione di eventi culturali e sportivi che permettono di far conoscere Valgrisa a un pubblico selezionato, da sottolineare la creazione del “Valgrisa Club” con l’obiettivo di creare un rapporto emozionale che va oltre la qualità tra il brand e il cliente.

- I servizi

La particolarità del prodotto richiede una assistenza verso il cliente che non si limita alle sole garanzie minime dovute per legge, ma bensì deve seguire il cliente nel tempo in modo da mantenere il legame venutosi a creare attraverso un’ottima gestione del marketing e delle attività operative.


Tra le attività di supporto:


- Approvvigionamenti

Tra le materie prime necessarie la lana delle pecore “Rosset” viene seguita dall’azienda fin dall’inizio e cioè sin dall’allevamento da parte di allevatori locali esterni che vengono comunque aiutati dall’azienda in modo ma poter certificarne la qualità. Gli altri tessuti vengono reperiti nel biellese, zona di grande importanza e simbolo di qualità per quanto concerne la produzione tessile.

- Sviluppo della tecnologia

I soci abbinano ai tessuti tradizionali dei sistemi di trattamento che rendono i capi altamente tecnici pur mantenendo una linea classica, la ricerca dunque è sempre in continua evoluzione. Anche per quanto riguarda l’ampliamento dei prodotti in vendita lo sviluppo di nuovi materiali è determinante come ad esempio gli sci completamente costruiti in legno che riprendono quelli del passato ma con caratteristiche tecniche attuali.

- Gestione delle risorse umane

La grandezza ridotta dell’azienda fa si che per gestire le attività principali bastino i soci i quali si occupano del marketing, seguire le lavorazioni, e promozione del brand. Per quanto riguarda la vendita, l’azienda richiede che i venditori abbiano una profonda conoscenza del marchio e del prodotto viste le sue particolarità.

- Attività infrastrutturali

Le attività infrastrutturali comprendono le spese di rappresentanza come la sede e i la partecipazione ad eventi ed esposizioni necessarie per l’espansione del marchio. La direzione, le questioni legali, la contabilità e gli affari pubblici sono seguiti personalmente dai soci.
 

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